Migranti, Delpini: superare logiche assistenzialiste e omologanti

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Milano, 28 gen. (askanews) - "Milano e, in proporzioni diversificate, tutta la regione Lombardia, si trovano, oggi più che in altri tempi, di fronte alla sfida della convivenza di persone che vengono da molte parti del mondo e portano le loro capacità, le loro attese, i loro bisogni, la loro cultura e mentalità, talora le loro miserie, i loro traumi e le loro sofferenze, le loro virtù e i loro vizi. Questa situazione si colloca entro il fenomeno planetario delle migrazioni che interessa milioni di persone e molti Paesi del pianeta. Il fenomeno migratorio è estremamente complesso e ha una risonanza emotiva profonda, anche se talora deformata da un'enfasi sproporzionata per alcuni aspetti. Credo che questo Consiglio possa diventare una palestra efficace capace di insegnare al resto della società come affrontare in modo maturo una questione così complessa. Dobbiamo liberarci dalla logica del puro pronto soccorso; dobbiamo andare oltre le pratiche assistenzialistiche mortificanti per chi le offre e per chi le riceve, anche oltre una interpretazione che intenda "integrazione" come "omologazione". Si tratta di dare volto, voce e parola alla convivialità delle differenze, passando dalla logica del misconoscimento alla profezia del riconoscimento. Siamo chiamati a guardare con fiducia alla possibilità di dare volto a una società plurale in cui i tratti identitari delle culture contribuiscano a un umanesimo inedito e promettente; siamo chiamati mostrare come le nostre tradizioni, la nostra identità lombarda e ambrosiana è così ricca di valori e dimensioni da dar vita a riedizioni inedite e inaspettate delle nostre radici". E' quanto ha affermato l'arcivescovo di Milano, Mario Delpini, nel corso del suo intervento nell'aula del Consiglio regionale della Lombardia, dopo aver indicato "la famiglia e i figli, il lavoro e i giovani, la società plurale e il futuro del cristianesimo ambrosiano", come "sfide prioritarie per la Chiesa e tutte le istituzioni del territorio".

"In questa linea ho impegnato la Diocesi di Milano a intraprendere un cammino per immaginare e sintonizzarsi sul futuro che ci attende. Il titolo programmatico "Chiesa dalle genti" segna l'itinerario: una Chiesa che vive questo confronto con il cambiamento proprio per restare fedele alla sua identità ambrosiana. (...) Dentro questo quadro colloco la notizia che ho appreso con interesse: l'istituzione da parte della Regione di una consulta interreligiosa, che consenta anche a voi di ascoltare e dialogare con la società plurale anche dal punto di vista religioso che si va addensando in Lombardia" ha proseguito l'arcivescovo, annunciando la partecipazione convinta e operosa della Chiesa cattolica a questa iniziativa. Non c'è società plurale senza reale esercizio della libertà religiosa".

"Da tempo si chiede che la politica fiscale consideri la famiglia un bene irrinunciabile per la società e ne promuova la serenità, che si favoriscano anche fiscalmente le famiglie che generano figli, che la questione della casa, delle case popolari in particolare, sia adeguatamente affrontata, che il rapporto tra impegno di lavoro e impegno di famiglia sia organizzato in modo equilibrato a sostegno della famiglia" ha spiegato Delpini, che sul tema del lavoro ha ricordato che "seppure con intensità minore rispetto ad altre zone della nazione, anche la Lombardia soffre per la mancanza di lavoro, almeno nel senso che si è indotti a rassegnarsi a molti lavori precari, inadeguatamente pagati, in condizioni che non rispettano la dignità della persona e le esigenze della famiglia". "La trasformazione strutturale del mercato penalizza le fasce più deboli, i lavoratori anziani e i giovani alla ricerca del primo impiego. Nella condizione di disoccupazione o di precariato viene meno la stima di sé, la fierezza di assicurare una condizione dignitosa di vita per la propria famiglia" ha proseguito l'arcivescovo, sottolineando che "ccorre stimolare la politica nazionale; occorre immaginare soluzioni regionali che insieme agli attori di questo mondo (imprenditori e loro associazioni, organizzazioni sindacali, le associazioni) che sappiano provocare quel salto di qualità che tante famiglie e tanti disoccupati o male occupati si attendono".