Migranti, Difesa: procedure consolidate per soccorso natante venerd

Red/Bea

Roma, 28 giu. (askanews) - "A seguito della ricostruzione apparsa su un organo di stampa riguardante la vicenda di un gommone soccorso al largo delle coste libiche", il ministero della Difesa ha affidato a una nota alcune precisazioni.

"La Marina Militare italiana ha nel proprio dna, come imperativo morale prima ancora che operativo, la salvaguardia della vita umana e il soccorso di chiunque si trovi in condizioni di pericolo in mare. Come sempre ha fatto e come continua giustamente a fare.

Le operazioni di soccorso, per avere la maggiore efficacia possibile, come si deve quando delle vite umane sono in pericolo, devono essere pianificate e condotte in stretta coordinazione con tutti gli attori in campo e secondo studiati e consolidati protocolli e procedure che, se non rispettati, possono portare anche a un esito negativo dei soccorsi.

Nel merito della vicenda va quindi precisato che, alla luce delle distanze relative in gioco al momento della segnalazione e delle caratteristiche delle due unit, non corretto affermare che la citata nave militare italiana Durand De La Penne sarebbe arrivata prima della unit di soccorso libica, che per sua natura pi veloce e pi idonea a questo tipo di soccorso. Si sottolinea, comunque, che l'evento si svolto in area di ricerca e soccorso (SAR) libica, che internazionalmente riconosciuta, sotto la diretta responsabilit del competente Centro di Soccorso Marittimo di Tripoli (MRCC) che ha tenuto conto della presenza di altre navi mercantili in zona, presumibilmente giudicate tuttavia meno adeguate ad intervenire e non ha chiesto alcun supporto di altri natanti nell'area (civili o militari). (Segue)