Migranti, ex sindaco Lampedusa Martello: ''Morti e sbarchi servono solo per campagne elettorali''

(Adnkronos) - "Da quando c’è questa guerra in Ucraina, ma già da prima, il problema dell’immigrazione e degli sbarchi su Lampedusa viene visto solo quando si arriva ad un numero massimo di duemila, duemilacinquecento persone. In Italia questo fenomeno continua a non essere affrontato". Lo afferma in una intervista all’AdnKronos l’ex sindaco di Lampedusa, Totò Martello. Secondo Martello, attuale consigliere comunale, "la politica, in tema di immigrazione, si occupa dell’accoglienza o, quando i numeri sono più alti, per parlare solo di emergenza. L’emergenza, però - osserva Martello- non può durare per trent’anni. Significa, piuttosto, che sul tema in questione non si è fatto nulla. C’è uno Stato che ‘aspetta’ l’emergenza, siano una nazione ridicola".

L’ex primo cittadino di Lampedusa ricorda come ormai "l’emergenza sia diventata una consuetudine e viene chiamata emergenza solo per giustificare gli interventi e le spese che si fanno. E’ una situazione ridicola - ribadisce Totò Martello all’AdnKronos- che si ripete ogni anno e che mette in crisi il sistema".

"Fino a quando non si eliminano le discriminazioni e non si comincia a mettere da parte il razzismo che esiste tra il nord e il sud, l’est e l’ovest europeo - evidenzia infine Totò Martello- non si risolverà nulla così come se non inizia ad affrontare seriamente il fenomeno delle migrazioni senza più discriminazioni come avviene con i rifugiati, se penso a quanto si sta facendo per l’Ucraina e non per quelli che arrivano dall’Africa. I morti del mare e gli sbarchi - conclude amaramente Martello- servono solo per le campagne elettorali con televisioni e media in prima linea".

(di Francesco Bianco)

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