Migranti, Faraone (IV) : no lager in libia e via decreti Salvini

Tor

Roma, 1 nov. (askanews) - "Gli accordi attuali con la Libia vanno cambiati e, un minuto dopo aver finito di lavorare per migliorare la manovra, cominceremo a smontare i decreti "insicurezza". Sono due no decisi alle politiche migratorie fallimentari degli ultimi anni: è ora di cambiare marcia . La situazione in Libia è fuori controllo e il contesto politico è tale per cui diventa impossibile continuare a fare finta di nulla su campi che sono dei veri e propri lager. Non possiamo più voltare la faccia dall'altra parte, altrimenti diverremo responsabili di fronte alla storia di ciò che sta accadendo. Va avviato un nuovo negoziato con il governo di unità nazionale libico e con l'Europa per definire interventi umanitari che consentano un piano di evacuazione delle persone detenute nei centri governativi e un dispositivo di soccorso in mare europeo coordinato dalle Ong che operano nel Mediterraneo". Lo afferma in una dichiarazione il presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone

"Il vertice di Malta è una svolta se alle parole si fanno seguire i fatti. Noi di Italia Viva non abbasseremo la guardia e chiederemo all'Europa di chiudere i rubinetti dei soldi per chi non rispetta i patti, a partire da Orban, l'amico di Salvini", continua Faraone.

"Per quanto riguarda i decreti "insicurezza", vanno stravolti del tutto, per due ragioni fondamentali : primo perché la disumanità non può diventare legge dello Stato, secondo perché si sono dimostrati del tutto inefficaci a gestire il fenomeno strutturale dell'immigrazione, rendendo ancora più insicuro e instabile il nostro Paese. È il disegno ideologico di intolleranza e razzismo a trazione leghista che abbiamo visto, da ultimo e come gesto più infimo, nel rifiuto della commissione proposta da Liliana Segre", conclude il capogruppo IV a palazzo Madama.