Migranti, Fond. Migrantes: c'è Italia che resiste e che ... -2-

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Roma, 29 nov. (askanews) - Per la Fondazione Migrantes "solo riabituandoci a trovare somiglianze e legami, e quindi a pensare che possiamo non solo coesistere ma convivere, saremo in grado di ripensare quartieri, parrocchie, società e Paesi nei quali ascoltarsi, parlarsi e individuare soluzioni concrete sia possibile senza escludere nessuno, ma tenendo conto dei diversi punti di vista e, nello stesso tempo, della complessità di comporre delle soluzioni condivise. Non sarà facile, perché l'esclusione che sembra aver vinto negli ultimi anni si associa a una forte semplificazione delle analisi, e quindi anche delle 'soluzioni'. Ma se vogliamo non solo salvare gli altri, ma capire che sacrificando gli altri stiamo anche uccidendo parti di noi, dobbiamo fare quel salto a cui ci invita Papa Francesco con lungimiranza, e quasi rivolgendoci un accorato appello: 'Non si tratta solo di migranti' (di richiedenti asilo, di rifugiati, di poveri, di svantaggiati...)".

"Se ci eserciteremo insieme a sostituire al binomio identità/alterità quello meno pericoloso e 'più umano' di somiglianza e differenza, potremo sperare di riuscire a guardare con occhi nuovi al presente, mantenendo al contempo uno sguardo sul passato e sul futuro, e di riguadagnare una pacifica convivenza in cui tutti si sentano tutelati e protetti. Prima ancora che dalle leggi - che pure sono fondamentali - dalla forza dei legami sociali", conclude la Fondazione.