Migranti, Gozi: sui flussi Italia va aiutata o torneranno populisti

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Roma, 10 set. (askanews) - Sandro Gozi, è stato dal 2014 al 2018 sottosegretario agli Affari europei nei governi Renzi e Gentiloni. Da un mese l'esponente del Pd è invece diventato consigliere dell'esecutivo francese con la carica di consigliere per gli Affari europei del primo ministro Eduarde Philippe e in un'intervista a Il Mattino parla dei rapporti del nuovo governo Conte II con Parigi: "Già nei giorni scorsi il ministro degli Esteri Le Drian si è detto disponibile a voltare pagina e lo stesso sembra aver fatto il presidente Conte nel discorso di insediamento tenuto ieri alla Camera stabilendo un nuovo corso dell'Italia in Europa. Ci sono tanti temi da cui bisogna ripartire".

Sulla politica per l'immigrazione secondo Gozi "certamente ci sono tutte le premesse per avviare un nuovo ciclo politico, su questo è chiaro l'impegno della nuova presidente Ursula von der Leyen. Ci sarà un nuovo diritto d'asilo europeo, abbiamo proposto di creare in nuovo ufficio per l'asilo europeo con forti competenze e dovremo soprattutto rivedere le regole del Regolamento di Dublino. Per farlo serve che la solidarietà tra i Paesi diventi automatica, quindi se un migrante sbarca in Italia, Grecia o Spagna scatti immediatamente un piano di distribuzione prestabilito per non gravare solo sui singoli Paesi. E occorre maggiore efficacia anche sui rimpatri. Sono tutti problemi europei e le conseguenze le pagano tutti".

"Non mi esprimo sul passato, neppure su quello recente... Posso dire che in tutte le capitali c'è la volontà di lavorare con questo nuovo governo che finalmente tornerà a sedersi ai tavoli da cui l'Italia è stata assente. Ma l'Europa deve riprendere il pieno controllo sulle grandi questioni globali e transanzionali - prosegue -. I fautori della Brexit o i sovranisti hanno ragione a chiedere di riprendere controllo e a criticare le debolezze europee, ma è la loro risposta a questi problemi che è totalmente errata. Invece di uscire dalla Ue per riprendere il controllo va rafforzato il nostro ruolo politico sulla scena globale. In assenza di un'Europa sovrana, non potremo far altro che scegliere se stare con Washington o con Pechino, ma senza avere un ruolo attivo".