Migranti, il parroco di Lampedusa: "Con politica securitaria solo morti, Italia sia faro Ue"

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"Trovo quasi indecente l'aspettare la morte di decine, centinaia di persone o anche di una sola per dirsi 'meravigliati' o 'scandalizzati' di quello che avviene nel Mediterraneo quando nessuna scelta politica viene fatta per scongiurare simili tragedie. Penso sia un modo per lavarsi la coscienza. Ma questo non impedisce che un nuovo naufragio possa avvenire domani o questa notte stessa". A dirlo all'Adnkronos è don Carmelo La Magra, parroco di Lampedusa, dopo l'ennesima strage di migranti al largo delle coste della Libia.

La cronaca degli ultimi anni, è la tesi di don Carmelo, dimostra che "la politica securitaria non fa altro che provocare morti e alimentare l'illegalità" perché "l'impossibilità di arrivare in Italia e in Europa legalmente alimenta il mercato dei trafficanti di esseri umani". Per il prete impegnato in prima linea sul fronte dell'accoglienza, "gli strumenti per evitare simili tragedie ci sono. Occorre prevedere la possibilità di viaggi legali e sicuri".

Al contrario, fino a quando "penseremo di fermare l'immigrazione accontentando questo o quell'altro schieramento politico, non faremo altro che provocare nuovi lutti". "Dopo l'emozione del momento - avverte - bisogna scegliere e agire perché altre stragi non accadano altrimenti anche la morte di queste persone sarà inutile". Poi l'appello. "L'Italia abbia il coraggio di rispondere alla vocazione che la geografia e la storia le hanno dato e non elemosini dall'Europa scelte di cui dovrebbe essere la promotrice. Ci vantiamo di essere la patria della tutela dei diritti è arrivato il momento di dimostrarlo". E il rischio 'invasione' con l'Italia ridotta a hotspot d'Europa di cui parla la destra? "Uno slogan utile solo a creare populismo, le invasioni le fanno gli eserciti, non certo i poveri. L'Italia potrebbe essere faro in Ue per la politica di accoglienza e di integrazione", taglia corto.

Infine, le inchieste contro le Ong. "Tutte le accuse non sempre finite nel nulla e i fermi amministrativi delle navi hanno solo diminuito e ritardato i soccorsi, causando ancora più morti. In un mondo ideale chi salva le vite viene onorato e non certo accusato".

Adesso l'auspicio è che "questa sia l'ultima tragedia" e che "si decida realmente di agire, non in favore dell'economia, della finanza e dei populismi, ma delle persone. E' arrivato il momento di smetterla con le leggi di contrasto al fenomeno migratorio, servono leggi per l'accoglienza, l'integrazione e il soccorso. Si permetta a chi soccorre in mare di fare il proprio dovere".