Migranti, l''asse dei volenterosi' Italia-Germania-Austria per il controllo degli sbarchi

dell'inviato Luca Rossi
Migranti soccorsi dalla nave Diciotti della Guardia Costiera italiana sbarcano a Pozzallo

Italia, Germania e Austria insieme. Un "asse dei volenterosi" per mettere un freno agli sbarchi in Europa in modo da far arrivare solo chi scappa davvero dalle guerre. È l'idea lanciata dai ministri degli Interni di Italia, Matteo Salvini, Germania, Horst Seehofer, e Austria, Herbert Kickl, dopo il trilaterale a Innsbruck, prima del vertice informale Ue con i colleghi. E il 19 luglio i tre Paesi si rivedranno a Vienna per dare seguito a questo piano.

"Contiamo finalmente che l'Unione europea ritorni a difendere i suoi confini e il diritto alla sicurezza di 500 milioni di cittadini europei che negli anni scorsi è stato messo a rischio", sottolinea il titolare del Viminale, che parla di "grande soddisfazione" per l'incontro a tre, "perché le nostre proposte potranno diventare proposte europee: limitare le partenze, riduzione dei morti, dei costi di un'immigrazione che non siamo più in grado di contenere. Chiederemo sostegno alle autorità libiche e alle missioni internazionali di non usare l'Italia come unico punto d'arrivo". Insomma, secondo il leader leghista, "se il modello italiano diventerà europeo, è motivo di orgoglio". L'obiettivo? "Far cambiare marcia all'Europa, proteggere le frontiere esterne, evitare e limitare le partenze. Penso che finalmente si sia cominciato a lavorare seriamente. Se si riducono partenze e arrivi saranno minori i problemi. Contiamo che l'Italia sia sostenuta nell'opera di riaccompagnamento di migliaia di clandestini nei loro luoghi di partenza".

La giornata del titolare del Viminale prosegue con due bilaterali: alle 12 con la consigliera federale svizzera, Simonetta Sommaruga, e alle 13 con il ministro francese, Gerard Collomb.

Ci pensa Kickl, del partito di ultradestra austriaca Fpoe, a fare una sintesi: "Ci siamo messi d'accordo su degli aspetti che riguardano il futuro dell'immigrazione in Europa. Vogliamo mettere ordine, vogliamo evitare il traffico di persone. In futuro non dovrebbe essere più possibile arrivare in Europa in modo facile". "Solo le persone vulnerabili potranno approdare", chiarisce il ministro di Vienna. Anche Seehofer, che ha dato filo da torcere al governo Merkel con la sua linea dura sui migranti, parla chiaro: "I tre Paesi si sono messi d'accordo per controllare l'immigrazione. Vogliamo introdurre ordine nella politica migratoria, ma vogliamo garantire un approccio umanitario e proteggere effettivamente le frontiere esterne dell'Unione europea". E poi lancia un guanto di sfida: "Vogliamo sentire che cosa avrà da dirci il commissario europeo all'immigrazione, Avramopoulos. Sarebbe importante che l'intera Unione europea decidesse qualcosa. Noi possiamo avere delle iniziative, ma l'Unione europea deve avere un'opinione comune". E ancora: "Vogliamo mettere alla prova la Commissione europea. Speriamo che durante questa presidenza", nell'ambito del semestre austriaco del Consiglio dell'Ue, "si facciano dei passi avanti notevoli".

Intanto, è sceso il numero degli sbarchi in Italia. Dal 1 gennaio ai primi dieci giorni di luglio, i migranti arrivati in Italia sono stati circa 17mila, con una diminuzione dell'80% rispetto all'anno scorso. Nel dettaglio: 2016 (1 gennaio-11 luglio) sono stati 78.015; nel 2017 (stesso periodo): sono saliti a 85.219 (di cui 81.523 dalla Libia); nel 2018 sono scesi a 16.935 (di cui 11.535 dalla Libia). Nel 2016 furono in totale 181.236, nel 2017 invece 119.369. Nel 2018, di questo passo, arriveremo a meno di 30mila.