Migranti, Istat: Italia prima in Europa per concessioni cittadinanza

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Roma, 18 set. (askanews) - "L'Italia è il primo Paese europeo per concessioni di cittadinanza", lo ha detto il presidente Istat Gian Carlo Blangiardo durante l'audizione in Commissione Affari Costituzionali alla Camera, nell'ambito dell'indagine conoscitiva in materia di politiche dell'immigrazione, diritto d'asilo e gestione dei flussi migratori. Un numero crescente di acquisizioni - ha aggiunto Blangiardo - fino al 2016 poi il dato è in calo: "Nel 2016 ci sono state 202mila acquisizioni di cittadinanza, 150mila circa nel 2017 e 120mila scarsi nel 2018. Ma anche nel 2017, ultimo fato disponibile in termini di comparazione internazionale siamo il Paese in Europa al primo posto per concessione di cittadinanza e chi sta al secondo posto, che è il Regno Unito, è distanziato di 20mila unità e la Francia e la Germania sono distanziate di 30mila unità. Un altro "dato interessante è l'elevata quota di giovanissimi che prendono la cittadinanza italiana, soprattutto negli ultimi anni: tra il 2013 e il 2018 i minori hanno rappresentato circa il 40% delle acquisizioni".

Come spiega la relazione Istat presentata durante l'audizione, durante l'ultimo decennio e fino al 2016 si è registrato, di anno in anno, un numero crescente di acquisizioni di cittadinanza italiana. A partire dal 2017, invece, è stata rilevata una flessione: nel 2018 sono meno di 113 mila e nel 2017 erano meno di 147 mila (-38% rispetto all'anno precedente). La contrazione è riconducibile a una molteplicità di motivi che vanno ricercati anche nella storia dei flussi migratori verso l'Italia; si è infatti "conclusa la spinta degli ingenti ingressi registrati tra il 2003 e il 2004 a seguito dei procedimenti di regolarizzazione; nel tempo sono inoltre cambiate le cittadinanze che arrivano in Italia, non tutte interessate nella stessa misura all'acquisizione della cittadinanza italiana; in particolare alcuni paesi, come la Cina, ma anche l'India ed altri paesi asiatici, non riconoscono la doppia cittadinanza, di qui la difficoltà di una scelta per i cittadini che una volta acquisita la cittadinanza di un altro stato perderebbero quella di origine".(Segue)