Migranti, Italia in Comune: ora accordo Italia-Malta-Ue su quote

Pol/Vep

Roma, 24 set. (askanews) - "Il vertice di Malta ha messo fine alla fallimentare stagione dei porti chiusi ma sul tema dell'immigrazione l'Italia deve voltare decisamente pagina. È importante che il nostro Paese riprenda immediatamente l'autorevolezza che ha perso in Europa e si ponga come guida delle politiche di prevenzione, controllo e redistribuzione dei flussi migratori nel Mediterraneo". Lo affermano in una nota Alessio Pascucci e Davide Carlucci, rispettivamente coordinatore nazionale di Italia in Comune e vice coordinatore della regione Puglia di IIC.

"Per fare questo occorre ribaltare la logica meschina degli scontri con i Paesi vicini e avviare invece un'azione di razionale concertazione con alcuni Stati confinanti, a cominciare da Malta, per fare squadra nelle relazioni con l'Unione Europea" aggiungono osservando che "con il piccolo Stato, che però controlla una vasta e strategica area d'acqua tra la Libia e l'Italia, dobbiamo avviare un rapporto forte di collaborazione fra le nostre Marine militari che neutralizzi le continue incomprensioni e il rimpallo di responsabilità negli avvistamenti delle imbarcazioni di migranti che in passato hanno causato anche tragedie in mare e che tuttora ostacolano gli interventi di salvataggio. L'Italia dovrebbe firmare un accordo che determini una quota fissa di migranti che l'isola può accogliere ogni anno, in base alle sue ridotte capacità di accoglienza e allo storico dei flussi degli ultimi anni".

"In cambio Malta dovrebbe collaborare con l'Italia nel pattugliamento del Mediterraneo anche nelle acque e nella zona Sar di sua competenza, allertando tempestivamente la nostra Marina militare e convogliando le imbarcazioni, una volta esaurita la sua quota annuale, verso l'Italia, da dove i migranti sarebbero poi redistribuiti verso gli altri Stati europei. Un accordo a tre, Italia, Malta e Unione Europea, che potrebbe rivelarsi risolutivo per evitare sciagure in mare ed estendersi anche ai rapporti con la Libia per contenere i flussi migratori garantendo però il rispetto dei diritti umani delle popolazioni in marcia verso l'Europa. Solo con un approccio pragmatico, rifiutando logiche estremiste e ideologiche ma cominciando invece a rivendicare il suo ruolo di Nazione centrale nelle strategie di governo dei flussi migratori, l'Italia può contribuire seriamente ad arginare un fenomeno di dimensioni epocali per il nostro continente", concludono Pascucci e Carlucci.