Migranti: la bugia dei ricollocamenti, l’Europa ci ha abbandonati

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Il problema dei migranti, in Europa, è anche quello del ricollocamento. Le cifre dell’Unhcr, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati, dicono che solo una minima parte dei migliaia di migranti arrivati in Italia e Grecia, negli ultimi anni, è stata ricollocata negli altri Stati dell’Unione. 

Cos’è il ricollocamento 

Il meccanismo messo a punto da Bruxelles, nel 2015, l’anno più difficile per l’immigrazione in Europa, prevede che i migranti debbano essere ricollocati tra i Paesi Ue. Italia e Grecia sono gli Stati più sotto pressione, con il maggior numero di sbarchi. Tra settembre 2015 e settembre 2017, leggendo i dati dell’Unhcr aggiornati a luglio dello scorso anno, solo il 20 per cento dei ricollocamenti dell’Italia sono andati a buon fine (7.935 su 39.600) e il 26 per cento di quelli della Grecia (17.457 su 66.400). 

Il rifiuto ad accogliere

Il fallimento si spiega con il rifiuto di molti Paesi ad accogliere anche un solo migrante. I Paesi del blocco di Visegrad: Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria, non hanno accolto neanche un migrante. Tutti gli altri hanno aperto le frontiere ad un numero inferiore rispetto a quello previsto. 

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Gli altri Stati in Europa

La Germania in due anni ha accolto soltanto il 26 per cento dei migranti che le sarebbero toccati. Chi ci sta facendo la morale in questi giorni per il caso Aquarius, è riuscita a fare anche peggio. La Francia ha accolto solo il 21 per cento della quota che le spetterebbe. La Spagna, che ha dato la disponibilità del porto di Valencia per l’attracco dell’Aquarius, è ferma al 12 per cento. 

Alla Scandinavia il record d’accoglienza

I Paesi più generosi sono quelli del Nord Europa. La Norvegia ha accolto il 100 per cento dei migranti che le sono stati assegnati, la Finlandia l’85 per cento, la Svezia resta più indietro (29 per cento), ma comunque sopra la media europea. Gli Stati membri ricevono 6mila euro per ogni persona accolta, all’Italia e alla Grecia 500 euro per far fronte alle spese di trasporto per ogni ricollocazione.