Migranti, l'agenda delle associazioni cattoliche prima del voto

Red/Pol

Roma, 8 feb. (askanews) - Riforma della legge sulla cittadinanza (ius soli), nuove modalità di ingresso in Italia (corridoi umanitari), regolarizzazione su base individuale degli stranieri "radicati", abrogazione del reato di clandestinità, ampliamento della rete Sprar, valorizzazione e diffusione delle buone pratiche, effettiva partecipazione alla vita democratica. Sono i sette punti del documento programmatico elaborato da 18 tra enti e associazioni cattolici impegnati a vario titolo nell'ambito delle migrazioni che, in vista delle elezioni del quattro marzo, verrà sottoposto ai candidati al Parlamento.

A presentare la proposta oggi presso l'Istituto Sturzo di Roma sono, in ordine alfabetico, Acli, Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo (ASCS Onlus), Associazione Papa Giovanni XXIII, Azione Cattolica, Centro Astalli, Centro Missionario Francescano Onlus (Ordine dei Frati Minori Conventuali), CNCA, Comboniani, Comunità Sant'Egidio, Conferenza Istituti Missionari Italiani, FCEI; Federazione Salesiani per il Sociale, Fondazione Casa della carità, Fondazione Somaschi, Gioventù Operaia Cristiana (GiOC), Istituto Sturzo, Movimento dei Focolari Italia, Paxchristi, U.I.S.G.

Per i firmatari la questione migratoria è cruciale per il futuro dell'Italia e va visto come una risorsa se "affrontato con capacità ed efficienza" ha affermato don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione Casa della Carità. Antonio Russo, responsabile welfare delle Acli, ha espresso l'auspicio che "il prossimo parlamento si impegni ad approvare la riforma" della cittadinanza "e che il diritto alla cittadinanza venga acquisito da chi è residente in Italia da 5 anni e non 10". Daniela Pompei della Comunità Sant'Egidio ha proposto di fornire il nostro ordinamento giuridico di vie legali di ingresso, un decreto flussi "vero" e di introdurre in Italia la forma giuridica delle "sponsorizzazioni". Trasformare il permesso di soggiorno per richiedenti asilo in permesso di soggiorno per comprovata integrazione da parte di chi ha svolto un percorso "fruttuoso" di formazione e integrazione, è stata la proposta avanzata da Flavia Cerino del Movimento Focolari. Sull'ampliamento della rete Sprar si è soffermato Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, secondo il quale vanno estesi e programmati "uscendo dalle logiche emergenziali e della politica locale".

Don Claudio Gnesotto, presidente dell'agenzia Scalabriniana per la cooperazione allo sviluppo, e don Giovanni d'Andrea, presidente dei salesiani per il sociale, hanno parlato dei progetti avviati per integrare gli stranieri come "Casa scalabrini 634" a Tor Pignattara. Per Matteo Truffelli, presidente di azione cattolica, è importante estendere il diritto di voto agli stranieri titolari del permesso di soggiorno o soggiornanti da lungo periodo. "Un antico e nobile principio democratico ci insegna che non è legittimo tassare chi non ha diritto di cittadinanza. Occorre porre rimedi a questa ingiustizia, i contorni giuridici ci sono". Più in generale, il presidente di Ac spiega che il documento "è un appello al nostro Paese affinché abbia il coraggio di farsi carico delle questioni e non farsene travolgere. Chiediamo a tutte le forze politiche di parlare alla testa, non alla pancia degli elettori".

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