Migranti, Lamorgese: nessuna escalation di sbarchi -2-

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Roma, 16 ott. (askanews) - Nell'interrogazione a firma leghista l'esponente della Lega Gianluca Vinci ha parlato di "escalation di sbarchi" e "mancato accordo in sede Ue" sulla gestione dei migranti. E il ministro Lamorgese, prima ha rivendicato il "passo avanti" "deciso e indiscutibile" fatto in Europa con e dopo la dichiarazione congiunta di Malta, poi ha sottolineato che "non si può parlare di una escalation di sbarchi", spiegando perché.

Il ministro dell'Interno ha iniziato la sua risposta al question time facendo "il punto sulle politiche migratorie italiane a partire da questo rinnovato clima di solidarietà che ho registrato a Malta alla fine dei settembre e che considero il presupposto necessario per l'effettiva condivisione di una vera e propria strategia Ue di governo del fenomeno".

"Ritengo - ha sottolineato Lamorgese - un risultato importante aver coinvolto due grandi Paesi quali Francia e Germania ad un tavolo comune con Italia e Malta, un'occasione preziosa per dialogare e discutere di politiche migratorie, condividendo metodi e obiettivi nella prospettiva di arrivare ad un nuovo patto di solidarietà europeo". E "il metodo di lavoro comune adottato si fonda sulla convinzione che il sistema di gestione dei flussi deve essere più equo e bilanciato; e in questo senso la dichiarazione congiunta di intenti che è stata sottoscritta in quella sede, pur costruita sull'adesione volontaria è tuttavia cogente negli obblighi applicativi e rappresenta - ha sottolineato - un indiscutibile e deciso passo in avanti".

"Si tratta - ha evidenziato il ministro - di un metodo di lavoro che per l'Europa è una novità, inaugura un percorso complesso e impegnativo che è stato impostato con serietà per il raggiungimento di obiettivi concreti ed equilibrati. Un percorso che intende coniugare il necessario rigore contro i trafficanti di esseri umani con il rispetto dei diritti fondamentali e dei principi di solidarietà che sono alla base della costruzione dell'integrazione europea, a cui non intendiamo rinunciare".(Segue)