Migranti,Lamorgese:su corridoi umanitari Italia c’è, Ue intervenga

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Image from askanews web site
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Roma, 4 nov. (askanews) - Aprire un canale di ingresso legale per cittadini afghani bisognosi di protezione internazionale provenienti da Pakistan e Iran, ed eventuali altri Paesi di primo asilo o Paesi di transito "è il segnale che l'Italia è un Paese che non si tira mai indietro nell'accoglienza". Lo ha detto il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese prima della firma del protocollo che garantirà un nuovo corridoi umanitario per accogliere inizlamente 1.200 migranti provenienti da quelle aree. Il titolare del Viminale non ha nascosto il disappunto per la scarsa partecipazione degli altri Paesi dell'Unione Europea alla accoglienza di chi scappa dalla guerra. "E' giusto che si salvino persone ma è ingiusto che sia solo l'Italia ha farlo", ha detto la responsabile del Viminale. "Siamo in un periodo di emergenza pandemia e quindi di difficoltà organizzative - ha aggiunto. Parlerò con la Commissaria dell'Unione europea affinchè vi sia una maggiore partecipazione di altri Paesi per una giusta redistribuzione non solo delle persone bisognose di protezione internazionale ma anche di responsabilità. La responsabilità è un principio cardine su cui fonda l'Europa. Vorrei che questo messaggio venga trasmesso anche da tutti i partecipanti a questo tavolo".

Il documento firmato al Viminale è la sintesi di un lavoro coordinato dal dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione del Viminale al quale hanno preso parte i rappresentanti del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale (Maeci), della Conferenza episcopale italiana, della Comunità di Sant'Egidio, della Federazione delle Chiese Evangeliche, della Tavola Valdese, dell'Associazione ricreativa e culturale italiana (Arci), dell'Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e il contrasto delle malattie della povertà (Inmp), dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) e dell'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr).

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