Migranti, le ong: inaccettabile rinnovo accordo Italia-Libia -2-

Red/Gtu

Roma, 31 ott. (askanews) - "Abbiamo più volte sottoposto all'attenzione dell'opinione pubblica le gravi violazioni dei trattati internazionali di cui siamo stati testimoni diretti durante le nostre missioni in mare e abbiamo altresì ribadito come la riduzione del numero degli sbarchi sia stata direttamente proporzionale alle morti o alla detenzione illegittima nei centri, veri e propri lager, presenti in quel Paese", sottolineano le ong, ribadendo alcuni "punti inderogabili". Ovvero "gli arrivi in Italia sono diminuiti a scapito della protezione delle persone che, catturate dalla cosiddetta guardia costiera libica, sono state riportate in un Paese in cui subiscono reiterate violenze e torture finalizzate alla riscossione di denaro"; inoltre "com'è stato ampiamente dimostrato, l'interlocutore libico del governo italiano non è in grado di rappresentare un'autorità statuale vera e propria, ma trattandosi di un Paese in guerra, si fanno accordi con fazioni che hanno il controllo solo su determinate zone del territorio" e "il governo libico è stato riconosciuto a livello internazionale ma è di fatto composto da una serie di milizie armate che ne compromettono l'operato".

In fine "l'equazione meno partenze uguale meno morti, abusata negli ultimi mesi è in realtà fuorviante: come dimostrano i dati dell'Unhcr e dell'Oim, il rapporto tra persone partite e persone decedute nel 2018 era di 1 a 29, mentre nel 2019 è divenuto di 1 a sei".

Per le ong quindi "le soluzioni restano altre," ad esempio l'introduzione di soluzioni alternative alle partenze via mare, come i corridoi umanitari, e "la costituzione di una task force politica e istituzionale in grado di garantire la tutela dei diritti umani di chi si trova in Libia".

Da qui l'appello: "Chiediamo dunque con forza che si approfitti di questa importante scadenza per dimostrare un cambio di passo e per ribadire che un governo democratico, qual è il nostro, non può stringere patti con Paesi senza pretendere garanzie e tutele che rispettino prima di tutto la nostra Costituzione, ma anche la dignità e la vita delle persone".