Migranti, medico sulla Ocean Viking: infezioni e ferite di guerra

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Roma, 19 ago. (askanews) - Sono 356, di cui 103 bambini o minori in maggior parte non accompagnati, a bordo della Ocean Viking, migranti soccorsi in diverse operazioni dal 9 al 12 agosto, che ancora non hanno un porto dove sbarcare. I medici a bordo della nave, gestita in collaborazione da Medici senza frontiere e Sos Mediterranee, hanno curato infezioni e ferite di guerra. Ma la vera emergenza ora è quella psicologica, come racconta la testimonianza di Luca Pigozzi, medico di Msf a bordo.

"A dieci giorni dal primo salvataggio della Ocean Viking sappiamo che l'attesa di poter scendere sulla terraferma potrebbe durare ancora. Anche se per certi versi il momento dei soccorsi è già lontano, mi sembra ieri quando ho visto le persone salire a bordo della Ocean Viking, completamente esauste", racconta il medico, ricordando che "prima di essere soccorse, le persone trascorrono molte ore in mare su imbarcazioni del tutto precarie, senza dormire, senza acqua né cibo. Sono disidratate, deboli, soffrono di vertigini, ipotermia, ustioni causate dal carburante o dal sole".

Poi, "dopo le prime 24 ore, iniziano a riprendersi da questi sintomi iniziali. Oggi il nostro lavoro nella clinica di bordo si concentra sulle infezioni cutanee o delle vie respiratorie, le condizioni più comuni. Ma curiamo anche feriti di guerra - persone di nazionalità libica con schegge di granate a livello sottocutaneo - o adulti con patologie croniche come il diabete. Stiamo cercando di mantenere stabili le loro condizioni. A oggi abbiamo effettuato 130 visite mediche e 63 medicazioni di ferite". "Facciamo del nostro meglio, ma - dice il medico - siamo consapevoli che alcuni pazienti sarebbero curati meglio a terra".

Adesso "l'emergenza a bordo più importante è quella psicologica".