Migranti, Mediterranea: 7 giorni di abusi, esposto in procura -2-

Red/Gtu

Roma, 4 set. (askanews) - E, in particolare, l'esposto punta contro il "tentativo di respingere in Libia 98 profughi di guerra in grave condizione di vulnerabilità, vittime di reiterati atti di sevizie e violenze nei campi di detenzione libici, tra cui numerosi bambini e donne in gravidanza, con la consapevolezza di esporli, in tale maniera, al rischio concreto di essere torturati o uccisi"; "l'omesso coordinamento dell'evento SAR da parte delle Autorità nazionali a ciò preposte, pur essendo state costoro informate, per prime, del soccorso e dunque avendone l'obbligo legale"; "l'omessa assegnazione del PoS in violazione degli obblighi internazionali e nazionali in tema di salvataggio delle vite in mare".

E ancora viene contestata "l'emissione del provvedimento inibitorio di accesso nelle acque territoriali da parte dei ministri competenti in assenza di alcuna istruttoria atta ad accertare la sussistenza delle ragioni di pericolosità per l'ordine e la sicurezza nazionale richiamate nel decreto n. 59/2019 convertito in legge n. 77 e in diretta violazione degli obblighi internazionali e nazionali in tema di salvataggio delle vite in mare", e "l'ingiustificato trattenimento di tutte le persone a bordo della Mare Jonio - nave, peraltro, battente bandiera italiana, come tale territorio flottante dello Stato - costretti a rimanere sul rimorchiatore contro la loro volontà per 6 giorni in condizioni inumane ben note alle competenti autorità in quanto documentate da sanitari di bordo e ministeriali e dalla psichiatra, Carla Ferrari Aggradi e reiteratamente comunicate alle competenti autorità".(Segue)