Migranti, Mediterranea: 7 giorni di abusi, esposto in procura -3-

Red/Gtu

Roma, 4 set. (askanews) - Denunciato anche il ritardo nell'adozione dei provvedimenti di evacuazione medica, "pur a fronte dei numerosi solleciti e delle relazioni del sanitari di bordo e ministeriali e della relazione psichiatrica che paventava il rischio, in caso di prosecuzione della permanenza a bordo, di atti di autolesionismo o di reazioni violente, che ha cagionato un progressivo aggravamento delle condizioni psico fisiche dei naufraghi soccorsi fino ad ingenerare condotte autolesive, ansia, panico, disturbi del sonno, rifiuto del cibo e scioperi della fame".

Si contesta anche l'omessa indicazione di un punto di fonda nelle acque territoriali, in temporanea deroga all'inibizione, "per garantire la sicurezza di tutte le persone a bordo della Mare Jonio a fronte dell'allerta meteo diramata dalle Autorità competenti", così come dal punto di vista sanitario "l'omessa, tempestiva, adozione, da parte delle competenti autorità, dei necessari provvedimenti a tutela della salute e della sicurezza di tutte le persone a bordo per contenere il rischio di un'emergenza sanitaria e la diffusione di malattie comunitarie, pur essendo stati reiteratamente informati delle precarie condizioni igieniche della Mare Jonio a causa della disfunzione dell'impianto di dissalazione dell'acqua, e della conseguente assenza di acqua corrente, e del rischio di diffusione di malattie comunitarie per l'impossibilità di garantire una corretta igiene personale e degli ambienti".

L'esposto denuncia, che come conseguenza di tutta la serie di condotte e omissioni contestate i naufraghi soccorsi dalla Mare Jonio sono stati sottoposti "a trattamenti inumani e degradanti, fortemente lesivi della loro dignità di persone e dei loro diritti fondamentali, contribuendo ad aggravarne le condizioni di stress psico-fisico al punto da ingenerare reazioni di tipo autolesive, depressive, rifiuto del cibo, ansia e panico".(Segue)