Migranti, Mimmo Lucano condannato a 13 anni: per me finisce tutto

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Milano, 30 set. (askanews) – L’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano è stato condannato a 13 anni e due mesi dal tribunale di Locri nell’ambito dell’inchiesta “Xenia”, su presunte irregolarità nella gestione dei migranti. La procura aveva chiesto 7 anni, contestando i reati di associazione per delinquere, abuso d’ufficio, truffa, concussione, peculato, turbativa d’asta, falsità ideologica e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

“Non ho nulla, ho speso la mia vita per rincorrere gli ideali contro le mafie, mi sono schierato dalla parte degli ultimi, dei rifugiati, mi sono immaginato di contribuire al riscatto della mia terra, una esperienza indimenticabile oggi devo prendere atto che per me finisce tutto, è una cosa pesantissima. Non so se per delitti di mafia ci sono sentenze così”, ha commentato dopo la sentenza. “È un momento difficile, mi aspettavo una formula ampia di assoluzione. Non mi immaginavo così”.

Lucano era diventato famoso nel mondo per il suo sistema di accoglienza nel piccolo paese calabrese di Riace dove i migranti venivano ospitati in case disabitate e i soldi dei fondi girati a cooperative in cui loro stessi lavoravano. “Una gestione dei fondi che è stata magari disordinata, ma non ci sono illeciti e nessuno ha mai intascato un centesimo”, scriveva il giudice nella ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nel 2018.

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