**Migranti: Nancy Porsia, 'anziché proteggermi perché in pericolo mi intercettavano'** (3)

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(Adnkronos) – Il Procuratore di Trapani ha spiegato che Porsia è stata "di grande aiuto" per le indagini. "E ci credo", dice ancora la giornalista che nel 2017 è stata sentita dagli investigatori. "Ha dato un grande contributo", dice il magistrato. "Io raccontavo la Libia in maniera inedita, non in termini di spettacolarizzazione – dice – ma spiegando dall'interno le dinamiche del paese". "Sono stata intercettata per sei mesi in una inchiesta sulle ong, quando io sulle ong ho fatto poco o niente. Diciamolo chiaramente, mi hanno intercettata con una scusa. La richiesta per intercettarmi non è partita dalla Procura di Trapani ma dalla Polizia giudiziaria. E la Procura lo ha consentito. Volevano sapere cosa avessi in mano, con la scusa di quelle indagini".

E ribadisce: "Io sono stata intercettata dal Ministero dell'Interno non da indiziata o indagata, ma da libera cittadina", spiega. E ricorda che nel 2017 si trovava in Tunisia quando incontrò Marco Minniti, allora ministro dell'Interno, e "lui si rifiutò di rispondere alle mie domande". "In quella occasione mi disse: 'Conosco bene il suo lavoro e lo apprezzo ma non posso rispondere alle sue domande', insomma la mia presenza sancì la fine della conferenza stampa. Io non lo sapevo ma ero già intercettata".

La richiesta, secondo Nancy Porsia, dunque, "è partita dal Ministero dell'Interno che stava definendo la sua politica, la sua strategia per chiudere le rotte. Il Viminale aveva la necessità di sapere cosa io avessi, ero una battitrice libera…".