Migranti, nel mondo 70 mln sfollati: linee guida Oms contro violenze -2-

Mpd

Roma, 26 giu. (askanews) - Gianfranco Costanzo, direttore sanitario dell'Inmp, ha spiegato che "il documento si riferisce alla descrizione del fenomeno nei 53 Stati membri della regione europea dell'Oms e, nel caso dell'Italia, molte condizioni di criticit descritte non sono fortunatamente riscontrabili, avendo il nostro Paese da tempo provveduto ad assicurare, dal punto di vista sia legislativo sia attuativo, una maggiore tutela dei diritti umani dei rifugiati e dei migranti".

Costanzo ha poi illustrato due case study inseriti nella pubblicazione che coinvolgono direttamente l'Istituto. "Grazie al Ministero della Salute, l'Inmp promuove da pi di due anni un modello clinico-sociale per l'emersione precoce degli atti di violenza sulle donne immigrate basato principalmente sulla valutazione delle componenti psicologiche della relazione e della richiesta implicita d'aiuto - ha spiegato il direttore -. La rete con il privato sociale e con le organizzazioni antitratta si dimostrata il punto vincente per la gestione delle persone vittime di tratta e grave sfruttamento, anche sul luogo di lavoro. Inoltre, partecipa attivamente ai corridoi di evacuazione dei rifugiati dalle carceri libiche, organizzati da Unhcr e Ministero dell'Interno. Dare voce alle vittime e sostenerle nel percorso della denuncia e del recupero dell'integrit psico-fisica quindi imperativo categorico dei servizi pubblici, non solo di quelli che si occupano di salute". "Tra gli esempi virtuosi del governo italiano si annoverano certamente le linee guida sulla salute mentale dei rifugiati vittime di violenza rilasciate nel 2017 dal Ministero della Salute - ha evidenziato il direttore del Coordinamento scientifico dell'Inmp Andrea Cavani -, che definiscono le procedure adatte a gestire le fragilit psichiche degli immigrati una volta giunti nel nostro Paese, ma anche il protocollo per l'accertamento dell'et anagrafica del minore straniero non accompagnato, elaborato da Inmp e Ministero della Salute che all'attenzione della Conferenza Stato-Regioni, cos come la legge contro il caporalato del 2016. Restano tuttavia alcune azioni da perseguire con particolare impegno, tra cui quelle relative alle politiche per il monitoraggio del fenomeno attraverso una cooperazione rafforzata tra il pubblico e il terzo settore ma anche azioni proattive per l'emersione precoce delle violenze, come la formazione per gli operatori sociali e sanitari e la previsione di percorsi protetti, anche di tipo legale". (Segue)