Migranti, nuovi arrivi in Italia. Bruxelles: i salvataggi siano rapidi

"I salvataggi in mare avvengano il più rapidamente possibile" da parte dei Paesi impegnati nelle operazioni di soccorso. L'avviso arriva dall'Europa, dopo la direttiva del neo ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, che punta a tenere le Ong al largo dei porti italiani.

Ma Bruxelles parla anche degli Stati di bandiera delle navi presenti nel Mediterraneo, che hanno "la responsabilità primaria di garantire la conformità agli standard internazionali e dell'Ue". Intanto, la Humanity 1 (della Ong SOS Humanity) è a poche miglia dalle acque territoriali italiane, davanti alle coste catanesi, con 180 migranti a bordo in attesa di un 'place of safety'. Mentre la Ocean Viking incrocia più a sud con altre 234 persone recuperate. In zona anche la Geo Barents che nel giro di ventiquattro ore ha salvato oltre 450 profughi salvati dal mare.

E si muove il premier Giorgia Meloni che oggi ha avuto un primo confronto sul tema con il presidente tedesco Olaf Scholz. Batte bandiera tedesca la Humanity 1 (la Ocean Viking è invece norvegese, così come la Geo Barents) e tedesche sono entrambe le ong che gestiscono le due navi.

La Commissione europea ha ricordato di aver istituito "un Gruppo di contatto per la ricerca e il salvataggio nel 2021, con l'obiettivo di evitare incidenti in mare, mantenere la sicurezza della navigazione e garantire una gestione efficace della migrazione, nel pieno rispetto del diritto internazionale e dell'Ue".

La Commissione ha ricordato il sostegno offerto con il meccanismo di solidarietà volontario: "l'Italia, attualmente sottoposta a una forte pressione migratoria - ha sottolineato la portavoce - è stato il primo Paese a veder ripartire le ricollocazioni volontarie. Le prime ricollocazioni hanno avuto luogo dall'Italia, ad agosto e ottobre di quest'anno: 38 candidati si sono recati in Francia e 74 in Germania".

Numeri ancora bassi, secondo Roma, che nel 2022 ha dovuto farsi carico di 82mila arrivi via mare: i 112 finora ricollocati con il meccanismo europeo rappresentano dunque soltanto lo 0,1% di coloro che sono sbarcati.

È per questo che l'Italia dice: l'ok, lo sbarco ci sarà dopo che i Paesi di bandiera delle navi avranno messo sul tavolo la disponibilità a prendersi la propria quota di migranti. Per ora da Germania e Norvegia non c'è stata però risposta.

Gli ultimi sbarchi

Tra le navi umanitarie, la Humanity 1 è la più vicina all'Italia: si trova a poche miglia dai confini delle acque territoriali di fronte alla costa orientale della Sicilia: nella notte un minore che soffriva di forti dolori addominali è stato evacuato dalla Guardia costiera. Cinque richieste di un porto sicuro sono state inviate dal capitano, tutte senza risposta finora. Ma gli arrivi continuano anche senza l'intervento delle Ong: in 60 sono sbarcati oggi a Lampedusa, dove nell'hotspot ci sono quasi mille ospiti, mentre in 141 sono arrivati a Roccella Jonica dopo un'operazione di soccorso della Guardia costiera.

La Geo Barents che ha messo in salvo 82 persone era sovraffollata ed instabile. È partita ieri dalla Libia. Alcuni dei passeggeri hanno viaggiato nella parte inferiore dell'imbarcazione insieme a taniche di carburante. "Questa gente sarebbe potuta morire intossicata se non fossimo intervenuti", spiega Medici senza frontiere, che opera sulla nave.