Migranti/Ocean Viking, Msf: gruppo paesi Ue si è fatto avanti per soluzione -2-

Red/Gtu

Roma, 23 ago. (askanews) - "Siamo sollevati che la lunga odissea delle 356 persone che abbiamo a bordo sia finalmente finita. Ma erano davvero necessarie due settimane di esacerbante attesa per sbarcare questi naufraghi? Sono persone che sono fuggite da condizioni disperate nei loro paesi d'origine e hanno sofferto orribili abusi in Libia", ha commentato Jay Berger, coordinatore Msf sulla Ocean Viking.

"Abbiamo trattato feriti di guerra rimasti intrappolati sulla linea del fronte a Tripoli e abbiamo visto le cicatrici di chi ha vissuto il tragico attacco nel centro di detenzione di Tajoura", ha dichiarato il dottor Luca Pigozzi, medico di Msf a bordo della Ocean Viking, raccontando: "Abbiamo parlato con i sopravvissuti di naufragi e intercettazioni in mare. Abbiamo ascoltato storie di brutali percosse, elettroshock, torture con plastica fusa e violenze sessuali - orrori che non hanno risparmiato nemmeno i bambini. Gli Stati europei devono riconsiderare seriamente il ruolo che stanno giocando nell'intrappolare le persone in queste situazioni".

La ong ricorda che "nonostante i ripetuti appelli per una risposta europea più umana da quando l'Italia ha deciso di chiudere i propri porti alle navi umanitarie nel giugno 2018, in queste due settimane Msf si è trovata nella stessa identica situazione di un anno fa, bloccata in mare con centinaia di persone vulnerabili a bordo mentre gli Stati europei erano paralizzati dalla politica". (Segue)