Migranti, Open Arms resta in mare: anche Malta rifiuta l’ingresso

Migranti Open Arms Malta nega l'ingresso

Continua l’odissea dei 121 migranti a bordo della nave Open Arms, che da sei giorni naviga nel Mediterraneo in attesa di un porto. Dopo l’Italia, anche Malta ha negato ai naufraghi l’ingresso nelle sue acque territoriali. Al momento, l’imbarcazione della Ong battente bandiera spagnola si trova a circa 30 miglia a est di Lampedusa e a 60 miglia a ovest di La Valletta.

Migranti, Open Arms resta in mare

La notizia è stata diffusa da Riccardo Gatti, direttore di Open Arms: “Le autorità de La Valletta ci hanno negato il porto, l’Italia neanche ci risponde. In Spagna, Valencia ci ha offerto di ospitarci, vediamo cosa succede con il governo spagnolo”. L’esecutivo Sanchez è stato più volte sollecitato dal fondatore della Ong.

Tra i 121 migranti attualmente a bordo della Open Arms ci sono anche 32 minori, compresi due gemelli di soli nove mesi. Il salvataggio dei naufraghi da parte dell’equipaggio della nave è avvenuto il primo agosto, quando sono stati recuperati 53 adulti e due bambini. In seguito, altre 69 persone sono state tratte a bordo. Dall’imbarcazione sono sbarcate, nella giornata di sabato 3 agosto, due donne incinte.

“Sono passati 6 giorni senza risposte, senza un porto, senza che alle persone a bordo venga riconosciuta la loro dignità”, scrive la Ong su Twitter. “Non ci riconosciamo in questa Europa, nei suoi Stati codardi, nella sua politica vuota. La lotta per i loro diritti è anche quella per i nostri. Aiutateci”.

Le conseguenze del decreto sicurezza bis

Il no di Malta è giunto a poche ore dall’approvazione del decreto sicurezza bis, che è diventato legge. L’Unhcr ha espresso “la propria preoccupazione in merito al fatto che l’imposizione di sanzioni pecuniarie [fino a un milione di euro, ndr] e di altro tipo ai comandanti delle navi potrebbe ostacolare o impedire le attività di soccorso in mare da parte delle navi private in un momento in cui gli Stati europei hanno significativamente ritirato il proprio sostegno alle operazioni di soccorso nel Mediterraneo centrale”.

“Difficile trovare le parole per spiegare alle persone a bordo che averle salvate ha un prezzo. Un milione di euro”, è il commento della Open Arms. La Ong ha lanciato su Twitter l’hashtag #megliomultatichecomplici.