Migranti: Open Arms soccorre 44 persone al largo di Lampedusa

open arms lampedusa

Migranti. Soccorse da Open Arms 44 persone a 30 miglia da Lampedusa, poi trasportate a bordo di una motovedetta della Guardia Costiera maltese e fatte sbarcare nell’Isola. Un salvataggio discusso, dove si è aperta una breve contesa tra Malta e Italia. Un video, poi diffuso in rete, mostra il momento dove i migranti ringraziano l’ONG spagnola Proactiva per l’intervento.

Open Arms soccorre 44 migranti

Sono 44 i migranti soccorsi dalla Open Arms nella giornata di domenica 27 ottobre, non lontano da Lampedusa, a circa 30 miglia dalla costa sud dell’Isola. Eritrea, Somalia, Bangladesh, Guinea, Sierra leone, Egitto, Marocco, Algeria, Libia: questi i Paesi dalla quale i migranti sarebbero partiti, affidandosi ad un’imbarcazione di legno poi avvistata con il motore in avaria ed esigenti danni alla poppa e alla prua. Nel mezzo anche due donne, di cui una incinta. Un salvataggio discusso, della quale sono arrivate le immagini attraverso un video diffuso dalla nave umanitaria stessa, che mostra il momento in cui i migranti vengono trasferiti su una motovedetta della Guardia Costiera maltese con destinazione Malta. “Thank you”, ringraziano gli uomini e le donne che l’imbarcazione Proactiva, ONG battente bandiera spagnola, ha provveduto a salvare. Un’operazione avvenuta nell’area di competenza maltese, quale – stando alle informazioni diffuse dall’ONG spagnola – non avrebbe risposto per più di un’ora alle numerose chiamate effettuate dalla nave stessa. L’Open Arms, data l’assenza d’istruzione, è così intervenuta mettendo in mare due lance veloci che, intorno mezzanotte, hanno raggiunto l’imbarcazione, dove i migranti sono stati assistiti una volta completato il trasporto a bordo della nave.

La segnalazione intorno le ore 20

Intorno alle ore 20 Alarm Phone, il centralino che raccoglie gli allarmi dei naufraghi, avrebbe segnalato con una mail alle autorità e all’ONG di una possibile barca in difficoltà, nella zona Sar Maltese, poco distante dalla competenza italiana. Anabel Montes, capo missione della Open Arms, ricevuta la segnalazione avrebbe nell’immediato inviato una mail al centro di soccorso maltese, con in copia quello italiano. Da lì i numerosi tentativi di contattare la Valletta, inutili: da Roma, invece, la risposta secca che l’area di competenza era di Malta. Individuata l’imbarcazione, la Valletta ha poi dato l’ok a Open Arms per imbarcare i naufraghi. Prima del salvataggio una breve contesa sul porto dove far sbarcare i migranti è avvenuta tra Malta e Italia, scelta poi ricaduta su Malta.