Migranti, Palma: in Cpr situazione peggiore che in carceri

Gca

Roma, 26 giu. (askanews) - I Cpr (Centri di permanenza per il rimpatrio) sono in una situazione "peggiore di quella degli istituti di pena, se non altro per il vuoto di tutela che la caratterizza". Lo sostiene nella sua relazione al Parlamento il Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libert personali Mauro Palma. Secondo il Garante i Cpr continuano "a essere contraddistinti da un apparato regolamentare scarno, caratterizzandosi come semplici strutture di mero contenimento, inadeguate alla complessit delle dinamiche che una permanenza prolungata determina, finalizzati a contenere le persone fino al raggiungimento dell'obiettivo ultimo e unico del rimpatrio". "I numeri del 2019 - dice Palma chiedendo una modifica dei Decreti sicurezza - confermano la discrasia tra quante persone sono state ristrette nei Centri permanenti per il rimpatrio, per periodi di lunghezza variabile, e quante di esse siano state effettivamente rimpatriate dopo tale esperienza" e ci nonostante "il dato percentuale sia superiore a quello dell'anno precedente, resta aperto l'interrogativo della legittimit, certamente non formale, ma sostanziale, di tale restrizione, finalizzata a un obiettivo cos magramente raggiunto. Tanto pi in quanto la durata media di permanenza nei Centri stata pi lunga di quella dell'anno precedente, perch almeno nei casi di Torino e Brindisi si avvicinata ai due mesi". Secondo Palma l'estensione "del periodo di permanenza deve trovare una modifica incisiva delle regole che governano questi Centri ancora tenute insieme dal Regolamento degli ex Cie, anche in considerazione del fatto che non esiste mandato di vigilanza sui Centri stessi da parte di un'Autorit indipendente di natura giurisdizionale".