Migranti, Palma: occorre rivedere gestione delle frontiere

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Roma, 26 giu. (askanews) - "Senza un passo indietro del legislatore e un ripensamento globale delle politiche di gestione delle frontiere, il Mediterraneo rischia tuttora di rimanere teatro di violazioni". E' la denuncia del Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libert personali, Mauro Palma, contenuta nella sua relazione al Parlamento, presentata questa mattina all'Universit di Roma Tre. "Con l'approvazione del decreto legge 53/2019 il legislatore cristallizza come norma generale e astratta la prassi, avviata nel 2018, di riconoscere al ministero dell'Interno, di concerto con quelli della Difesa e delle Infrastrutture, la facolt di vietare l'ingresso, il transito e la sosta nelle acque territoriali a imbarcazioni civili che abbiano soccorso persone migranti in mare". A causa di tale 'facolt, secondo Palma "le navi di salvataggio sono rimaste bloccate in mare aperto per giorni senza possibilit di sbarco per i migranti tratti in salvo". E' per questo che secondo il Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libert personali auspicabile "un passo indietro del legislatore e un ripensamento globale" attesa anche "l'inconciliabile contrapposizione logica tra la previsione di un'area di ricerca e soccorso (Sar) di competenza libica e l'impossibilit di ritenere la Libia un place of safety, cosa di cui nessuno pu dubitare". "Rimane la perplessit di fondo - aggiunge poi Palma - legata alla mancanza di un reale meccanismo di controllo esterno a Frontex che risponda in pieno al principio di terziet del controllore sul controllato, sulla base del principio a cui si informano tutti gli organismi di prevenzione dei diritti fondamentali, nemo monitor in re sua".