Migranti: parroco che accolse Papa a Lampedusa, 'nel Mediterraneo genocidio' (2)

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(Adnkronos) – L'8 luglio del 2013 fu don Stefano a invitare Papa Francesco a Lampedusa. Gli inviò una lettera dopo l'elezione. Quel giorno lo ricorda come fosse oggi. "Mentre solcavamo le acque a bordo della motovedetta che ci avrebbe condotto al molo Favaloro l'ho sentito sussurrare 'Quanta sofferenza, quanta sofferenza…'. Un bisbiglio che si è trasformato in un pianto mesto e malinconico. Ma il Papa non si è limitato a fare lutto, ha voluto toccare con mano la carne di Cristo, martoriata e crocifissa, ha consolato gli approdati".

"Pietà e tenerezza: ecco la rivoluzione di Bergoglio" secondo l'ex parroco di Lampedusa. La stessa pietà e tenerezza che, ricorda, "tante volte ho visto nelle acque del Mediterraneo e in quell'ormai famoso molo Favaloro". Per don Stefano quella di Papa Francesco a Lampedusa non è stata "una visita protocollare". Sulla più grande delle Pelagie il Pontefice ha ridisegnato "le trame dell'ascolto, ha parlato la lingua del cuore".