Migranti, passi avanti sull’Agenzia europea per l’Asilo

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Image from askanews web site
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Bruxelles, 9 giu. (askanews) - Al Consiglio dei ministri degli affari interni dell'Ue, ieri a Lussemburgo, non si è parlato di un nuovo accordo, simile a quello di Malta del settembre 2019, sul ricollocamento volontario dei migranti soccorsi in mare e sbarcati nei porti degli Stati membri "in prima linea" nel Mediterraneo, ma è stato fatto un passo avanti importante per quel che riguarda la proposta di trasformare l'attuale Ufficio europeo di supporto per l'Asilo (Easo) in una vera e propria Agenzia Ue per l'Asilo (Euaa).

I cinque paesi membri più esposti ai flussi migratori nel Mediterraneo, Italia, Spagna, Grecia Cipro e Malta, hanno firmato ieri una lettera inviata alla Commissione europea, alla presidenza portoghese di turno del Consiglio Ue, e alla presidenza della commissione competente dell'Europarlamento, in cui si esprimono a favore dell'approvazione del regolamento che istituirà la nuova Agenzia Ue per l'Asilo.

Nella lettera, che Askanews ha potuto visionare, i paesi del "Med-5" affermano sostanzialmente di essere pronti a derogare, su questo punto specifico, dal principio del negoziato "a pacchetto", che esigono venga applicato a tutte le questioni riguardanti le politiche migratorie. Ma pongono una condizione: che non siano per il momento approvate alcuni parti del regolamento sulla nuova Agenzia europea dell'Asilo (gli articoli 13, 14 e 22, con i "considerando" collegati) nei quali si fa riferimento a parametri e meccanismi che sono oggetto proprio del negoziato "a pacchetto" riguardo all'intero Patto Ue sull'Immigrazione.

Questi articoli "congelati" riguardano in particolare, il monitoraggio dei flussi migratori e la definizione di una loro "pressione sproporzionata" che attiverebbe i dispositivi di solidarietà europea.

Il passo avanti è stato riconosciuto, durante la videoconferenza stampa al termine della riunione ministeriale, ieri sera a Lussemburgo, sia dalla presidenza semestrale di turno del Consiglio Ue, rappresentata dal ministro portoghese dell'Interno Eduardo Cabrita, che dalla commissaria europea agli Affari interni e l'Immigrazione, Ylva Johansson.

"In materia di asilo e immigrazione - ha detto Cabrita - la strategia della Presidenza di turno portoghese è consistita fin dall'inizio, nel gennaio scorso, nel promuovere tutto un lavoro a livello tecnico sugli strumenti legislativi mentre sono in corso di analisi e prima lettura le questioni politiche".

"Tutti gli Stati membri - ha continuato il ministro portoghese - hanno concordato di separare questo aspetto tecnico, in cui tutti si impegnano a lavorare per quanto è possibile discutere molto apertamente in tutti i gruppi di lavoro tutte le proposte legislative, dalle maggiori questioni politiche", che riguardano la dimensione esterna, la condivisione delle responsabilità e la solidarietà nella gestione dei flussi migratori.

"Ci sembra molto importante - ha sottolineato Cabrita - l'accordo politico di principio che abbiamo raggiunto intorno al regolamento sull'Agenzia europea per l'Asilo, che è stato oggetto di una lettera congiunta in cui alcuni Stati membri dell'Europa meridionale manifestano il loro appoggio al regolamento, fuori dalla logica di pacchetto. La presidenza portoghese - ha assicurato - si impegnerà ancora durante queste ultime settimane del semestre affinché si possa poi passare il testimone alla prossima presidenza di turno slovena".

Riguardo alla "dimensione esterna" la presidenza di turno portoghese ha rivendicato il successo riguardo alle buone relazioni stabilite con con i paesi di origine e transito dei migranti per stringere accordi riguardo al controllo delle partenze e ai rimpatri volontari.

Secondo Cabrita, l'accordo di principio sulla nuova Agenzia per l'Asilo "è importante per due ragioni: la prima che questo regolamento è un pezzo fondamentale del Patto sull'immigrazione, e su questo oggi c'è l'accordo di tutti gli Stati, e non solo quelli del Med-5"; la seconda ragione sta nel "segnale politico" che rappresenta la lettera firmata oggi dai ministri di Spagna, Italia, Grecia, Malta, e Cipro". I Med-5, sostanzialmente dicono: "Siamo disposti ad andare avanti e discutere molto apertamente dove possiamo raggiungere un accordo", senza restare quindi "congelati nella logica di pacchetto" e questo, ha concluso il ministro portoghese, "è uno sviluppo molto importante".

Johansson, da parte sua, ha ricordato che "quando abbiamo presentato il patto, a settembre sotto presidenza di turno tedesca, abbiamo detto che avevamo bisogno di un approccio a pacchetto". Ora, ha sottolineato, "è importante vedere che alcuni aspetti possono essere adottati separatamente, senza violare l'approccio a pacchetto".

Il tema delle politiche migratorie e dell'asilo verrà discusso, anche su sollecitazione del premier italiano Mario Draghi, al prossimo Consiglio europeo fra due settimane a Bruxelles. I capi di Stato e di governo faranno il punto della situazione e stabiliranno un calendario per i prossimi mesi, sotto la presidenza di turno slovena del Consiglio Ue.

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