Migranti: per gli italiani sono troppi. Ma è falso mito -2-

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Roma, 15 ott. (askanews) - Capofila del progetto, ASIA sarà affiancata da Fondazione Empatia Milano (FEM), Explora, il Museo dei Bambini di Roma, Programma integra, il Centro di Studi sul Buddhismo dell'Università degli Studi di Napoli L'Orientale, partner incaricati di dare corso ad alcune delle numerose attività previste dal progetto.

AL centro del progetto e colonne portanti di ciascuna delle iniziative saranno alcuni dei principi basilari della cultura buddista, intesi come valori universali: empatia, intesa come la capacità di ascolto e di entrare in sintonia con gli altri; interdipendenza, il legame tra le persone e il mondo, l'interconnessione con l'altro e con l'ambiente; e non violenza, cioè comunicare e agire in modo non violento per migliorare la relazione con gli altri.

L'Italia, crocevia di migranti, meta per sbarchi e prima accoglienza per moltissime persone provenienti da paesi in stato di emergenza, vede la sua società civile attraversata da un conflitto che oscilla tra un auspicabile senso di solidarietà e d'incontro tra culture e una percezione spesso distorta "dell'altro". Fenomeni d'odio, intolleranza e discriminazione verso la comunità dei migranti sono diventati sempre più frequenti. Uno scenario dovuto anche alla scarsa informazione che gli italiani hanno sul fenomeno migratorio. L'opinione dei nostri connazionali, rispetto ad altri cittadini europei, è decisamente più negativa nei confronti dell'immigrazione e delle sue conseguenze sull'economia o sulla società. Rispetto a una media europea del 57%, gli italiani che ritengono che gli immigrati peggiorino la situazione della criminalità rappresentano il 74% dell'intero campione, con una differenza di 17 punti percentuali (Istituto Cattaneo).

Allo stesso modo, gli italiani che pensano che una maggiore immigrazione comporti una riduzione dell'occupazione per i residenti in Italia corrispondo al 58% sul totale, mentre la media europea si ferma al di sotto del 41% (con uno scarto sempre di 17 punti percentuali). Differenze che sono il prodotto di una errata percezione del fenomeno migratorio in Italia, dove la percentuale di chi pensa che gli immigrati siano un peso per lo stato sociale è pari al 62%, mentre tra i cittadini europei questa percentuale è inferiore di 3 punti percentuali (59%).