Migranti, psicologi campani lanciano sfida a pregiudizi

Psc

Napoli, 4 ott. (askanews) - Analizzare il tema globale della migrazione andando oltre gli stereotipi e i pregiudizi, utilizzando le competenze e gli strumenti propri degli psicologi. E' questa la sfida lanciata da Napoli con il convegno internazionale "Migrazioni - Dal conflitto e dall'odio alla cura e alla speranza", che si apre oggi nel complesso di San Marcellino. Una tre giorni di dibattiti organizzata dal dipartimento di Studi umanistici e dal Community Psychology Lab dell'università Federico II, dalla Società Italo-americana di psicologia e dall'associazione Psicologi per la responsabilità sociale, in collaborazione con l'Associazione italiana di psicologia e l'Ordine degli Psicologi della Campania, con il patrocinio della Camera dei Deputati.

"Gli psicologi sono gli unici che possono fare qualcosa per combattere il pregiudizio che si è diffuso nella società - ha spiegatp il presidente dell'associazione Psicologi per la responsabilità sociale, Raffaele Felaco - perché alla base ci sono aspetti psicologici e non dati di fatto storici. Con una continua opera di svelamento, gli psicologi possono far comprendere alle persone, anche sul piano emotivo, quanto siano fallaci lo stereotipo e il pregiudizio".

L'esperienza personale di alcuni tra gli esponenti più rappresentativi della psicologia a livello mondiale dimostra come i migranti possono rappresentare una risorsa. E' il caso di Philip Zimbardo, figlio di siciliani emigrati in America all'inizio del'900, che oggi è ritenuto tra le figure più autorevoli della psicologia contemporanea, dopo aver insegnato a Yale, alla Columbia e a Stanford. "Gli psicologi giocano un ruolo fondamentale nel processo di trasformazione della paura e dall'odio all'accoglienza - ha sottolineato Felaco - sviluppando un senso di cura e comprensione, perchè la psicologia può portare a una conoscenza maggiore dell'altro, quindi anche del migrante".

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