Migranti, Richard Gere: "io sto con gli angeli"

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Roma, 31 ago. (askanews) - Pio d'Emilia ha intervistato per Avvenire Richard Gere, l'attore americano reduce da un blitz a bordo della Sea Watch .

Richard Gere, scrive D'Emilia, compie oggi 70 anni. La sua prima parte importante in un film, In cerca di Mr. Goodbar, l'ha avuta nel 1969, l'anno di Woodstock. «Volevo andarci, ma ho preferito guadagnare i miei primi soldini». Il grande successo arriva negli anni 80 e 90, con una serie di film controversi per i messaggi che trasmettono sulla donna e sulla sessualità: American Gigolò, Ufficiale e gentiluomo, Pretty Woman. Ma fuori dal set il suo impegno politico e sociale comincia presto: negli anni 70 assieme ad altre migliaia di giovani sposa le battaglie per i diritti civili e delle minoranze etniche, poi incontra il Dalai Lama, di cui diventa seguace e sostenitore. Nel 1993 durante la cerimonia degli Oscar da lui presentata, accusa la Cina di compiere «azioni orribili» in Tibet. Da allora viene "emarginato" dalle grandi produzioni di Hollywood, oramai dipendenti dai capitali cinesi. Nel 2016 produce il docufilm Gli invisibili, dedicato ai senzatetto. Lo abbiamo incontrato al ritorno dal suo blitz sulla "Sea Watch", la nave dell'Ong spagnola Open Arms, una delle associazioni - le più note sono Tibet House e Survival International - che si occupano dei diritti delle minoranze e dei più disagiati che Richard Gere da anni appoggia e finanzia. Come le è venuto in mente di sposare la causa di Open Arms? Molti l'hanno accusata di essere la solita star in cerca di pubblicità, tra un cocktail e una gita in motoscafo d'altura... Guardi, ho settant'anni suonati, un discreto conto in banca e diciamo che sono abbastanza famoso. Inoltre, sono appena diventato padre di uno splendido bambino, al quale dedico volentieri tutto il mio tempo libero. Secondo lei, ho bisogno di pubblicità? Non solo non ne ho bisogno, non la cerco nemmeno. Perché allora ha deciso di salire a bordo della "Sea Watch"? Perché da buddhista non posso non faR re qualcosa per alleviare la sofferenza, ovunque essa sia. Seguo da tempo gli insegnamenti del Dalai Lama, di cui sono umile seguace e convinto sostenitore. So che ho fatto e sto facendo la cosa giusta... ci sono esseri umani che soffrono, che scappano da orrori e torture. E per fortuna ci sono "angeli" che tentano di salvarli. Bene. Io sto dalla parte degli angeli, come dovremmo essere tutti.(Segue)