Migranti, Richard Gere: "io sto con gli angeli" -3-

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Roma, 31 ago. (askanews) - È stato facile salire a bordo? Non tanto. Abbiamo avuto difficoltà a trovare una barca che ci portasse sotto bordo, al largo. Ci eravamo messi d'accordo con un pescatore, ma ci ha richiamato dopo poche ore dicendo che non se la sentiva, aveva paura, era terrorizzato dalle conseguenze. C'è un brutto clima di intimidazione, di paura. Siete cambiati, voi italiani. Avete perso il sorriso, la gioia di vivere, vi siete incattiviti anche voi... Anche noi? Sì, perché l'incattivimento è un fenomeno globale. Il mondo è guidato da piccoli e grandi Trump, che con la loro ignoranza, le loro bugie, le loro promesse e le loro minacce stanno manipolando la verità. Nel frattempo, avanza il secolo cinese... Bisogna aver paura della Cina, del loro sistema. Quello che fanno in Tibet, nello Xinjiang e più in generale, ovunque, perseguitando e imprigionando chiunque esprima dissenso, è pazzesco. Non possiamo permetterlo. Sono anche molto preoccupato per Hong Kong, seguo la situazione grazie ad alcuni amici che sono lì, temo il peggio. Anche perché oggi non c'è nessuno che possa opporsi a Pechino. Dalla generazione dei "sit-in" e "bein" siamo passati a quella dei "sitout" e "stay-out". Molta gente oggi non vuole coinvolgersi. Ha paura, è preoccupata, pensa a se stessa. Qualcuno dice che il liberalismo è fallito, che sia ormai obsoleto. Lo ha detto Putin di recente... La democrazia funziona solo se c'è partecipazione, continua, consapevole e diffusa. In America avevamo un buon sistema, con una serie di meccanismi costituzionali, di pesi e contrappesi, che sinora avevano funzionato. Pensavamo di essere al sicuro da ogni rischio dittatoriale. Ma non basta più.(Segue)