Migranti, Richard Gere: "io sto con gli angeli" -4-

vgp

Roma, 31 ago. (askanews) - Lei sulla Cina va sempre giù duro. È vero che dopo la sua dichiarazione di guerra durante la cerimonia degli Oscar del 1993 non lavora più alle grandi produzioni di Hollywood? In parte sì. Ma non è un problema, mi creda. Hollywood da tempo produce film che non mi interessano, è un disinteresse reciproco, diciamo così. Certo i produttori cinesi hanno messo il veto sul mio nome, ma grazie al cielo ho altre offerte e altri interessi. Ma lei crede davvero che basti essere un po' più buoni, per salvare il nostro mondo? Che oltre ad aprire le braccia, dovremmo aprire i confini? Il primo confine che dobbiamo spalancare e dal quale dobbiamo uscire è quello del nostro cuore e della nostra mente. Dobbiamo aprirci agli altri, alla sofferenza altrui. Il resto viene da sé. Dobbiamo essere più seri, più riflessivi, studiare di più. È un percorso, un cammino di conoscenza e tolleranza che abbiamo interrotto e che dobbiamo riprendere. Ed è un messaggio comune a tutte le religioni. Io sono buddhista, ma non mi risulta che Gesù abbia mai detto qualcosa come: «Amate il vostro prossimo, tranne gli... africani