Migranti, Save the Children: Libia non è porto sicuro -3-

Red/Mos

Roma, 7 ott. (askanews) - "Oggi e domani, a Bruxelles, il Consiglio europeo per la Giustizia e gli Affari Interni valuterà la prima proposta di un'azione condivisa emersa dal recente summit di Malta. Potrebbe essere un'occasione unica di svolta nella giusta direzione, ma solo se ogni decisione verrà presa garantendo il pieno rispetto del diritto internazionale. Ciò implica, in primis, che la Libia non possa essere considerata in alcun modo un porto sicuro. Eppure nel 2019 quasi 7.000 rifugiati e migranti sono stati intercettati in mare dalla Guardia Costiera Libica e riportati nel Paese[2], dove subiscono gravissime violazioni dei diritti umani. Gli stati membri devono essere anche in grado di assumersi la responsabilità condivisa di garantire vie di accesso sicure dalle aree di crisi o di transito, per evitare che migliaia di donne, bambini e uomini in fuga da condizioni di conflitto, fame o grave povertà continuino ad essere costrette a ricorrere ai trafficanti, subendo ogni tipo di violenza e mettendo a rischio la propria vita, come accaduto ancora una volta questa notte sotto i nostri occhi a Lampedusa."