Migranti: Sereni, 'importante compromesso raggiunto a consiglio Ue'

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Roma, 25 giu. (Adnkronos) – "È difficile trovare compromessi su una questione complessa come i migranti, ma ora per la prima volta abbiamo un Consiglio Europeo che su questo tema sancisce con estrema chiarezza un principio molto importante, che l’Europa cioè deve usare tutti gli strumenti a disposizione – finanziari, politici, di cooperazione allo sviluppo – per lavorare con i partner dei Paesi di transito e d’origine”. Lo ha dichiarato a Radio Anch’io la Vice Ministra degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Marina Sereni, che ha aggiunto: “Finora questo già succedeva ma solo a livello bilaterale, è la prima volta che l’Europa in quanto tale afferma questo principio, guardando non solo alla rotta balcanica ma anche al Mediterraneo, quando viene chiarito che ci sono più situazioni che meritano quest’attenzione”.

“Purtroppo – ha proseguito Sereni – non sono arrivate alcune cose che avremmo voluto, come il superamento definitivo del regolamento di Dublino, che fu scritto in un momento diverso e non rispecchia la realtà attuale. Tuttavia il compromesso raggiunto è merito dell’Italia e del Presidente Draghi, che ha imposto che si discutesse su questo tema e si fissasse un principio, che apre una fase nuova”.

“Con la conclusione della missione internazionale in Afghanistan – ha detto ancora la Vice Ministra – c’è la possibilità che possano riprendere flussi anche da quell’area del mondo. Abbiamo un quadro in movimento in Libia, c’è stata due giorni fa la Conferenza di Berlino e il governo di unità nazionale di transizione è impegnato insieme ai partner internazionali a far svolgere le elezioni il 24 dicembre. È chiaro che ragionare della rotta mediterranea sul modello di quanto avviene in Turchia con la rotta balcanica implica fare un grande investimento sulla stabilizzazione della Libia e sulla possibilità che questo Paese possa avere un governo unitario in grado di controllare i propri confini. In questo senso l’Europa si impegna. Ed è importante che si impegni l’Europa e non solo l’Italia”, conclude Sereni.

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