Migranti, sindaco Lampedusa: "Stanchi di contare morti"

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"Siamo stanchi di contare morti, e siamo stanchi di ritornare nell'oblio subito dopo avere finito di contarli. C'è bisogno di un'azione incisiva da parte del governo Italiano e dell'Europa per bloccare i trafficanti di esseri umani. Lampedusa ed il Mediterraneo non possono essere abbandonati a se stessi". Lo ha detto il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello all'indomani dell'ennesimo naufragio a largo dell'Isola. 

Un appello al quale il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha espresso solidarietà. "Gli siamo vicini…", ha risposto il leader pentastellato alla domanda di un giornalista che gli chiedeva di commentare le parole del sindaco. "E’ chiaro ed evidente che questa tragedia in mare - ha aggiunto Di Maio - è figlia del fatto che per anni si è destabilizzato il Nord Africa ed in particolare la Libia. Se oggi ci ritroviamo con una Libia mesa a ferro e a fuoco e con una guerra civile è perché qualcuno nel 2011 decise di bombardarla". "Gheddafi era un dittatore - ha evidenziato- ma lo dovevano rovesciare i libici e non altre nazioni. E oggi noi ci ritroviamo in una situazione nella quale stiamo cercando con la collaborazione della Guardia Costiera libica, con altri Paesi e con il Marocco con cui faremo un tavolo per gestire i flussi migratori, di limitare al massimo le partenze".  

Di Maio ha poi rivelato che "ieri sera ho sentito il ministro dell’Interno Lamorgese e in queste ore stiamo seguendo con tanta attenzione quello che sta succedendo. Una cosa è certa: dobbiamo lavorare per fare in modo che le imbarcazioni non partano più dalle coste libiche, da quelle tunisine e dal Nord Africa. Ci stiamo lavorando con tutte le nostre forze e non appena si saranno stabilizzate le realtà di governo di alcuni paesi del Nord Africa faremo dei viaggi. Io sto aspettando l’insediamento del nuovo governo tunisino per potere andare in Tunisia perché è da lì che sta partendo il maggior numero di migranti in questa fase". "Vogliamo raggiungere un nuovo accordo con la Tunisia - ha aggiunto- per riuscire ad evitare che partano imbarcazioni di fortuna soprattutto in questo periodo in cui si rischia la vita per via del mare in tempesta e allo stesso tempo lavorare sull’accordo dei rimpatri".