Migranti, sindaco Lampedusa: "Stanchi di lacrime di coccodrillo, regole certe"

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"Il Mediterraneo non può continuare a essere un mare di morte. Siamo stanchi, anche delle lacrime di coccodrillo di chi oggi si commuove per l'ennesima strage, senza, però, affrontare il fenomeno né in Europa né in Italia". Totò Martello, sindaco di Lampedusa, non ha dubbi. "Il fenomeno migratorio - dice all'Adnkronos - continua a essere strumentalizzato per fini elettorali, invece va affrontato da un punto di vista istituzionale al di là delle appartenenze di partito. Slogan e cordoglio non bastano. E' un fenomeno che non si esaurisce, c'era, c'è e ci sarà. Occorre governarlo. O gli Stati europei si danno un regolamento oppure si continueranno a piangere i morti nel Mediterraneo".

Dopo l'ennesima strage di migranti al largo delle coste libiche il primo cittadino torna a lanciare il suo grido d'allarme. "Sul tema dei migranti è calato il silenzio - denuncia -. Non capisco perché il Pd non prenda posizione, non è una questione di 'pertinenza' della Lega, non servono slogan e diatribe tra capi politici, bisogna avere il coraggio di riportare la questione al centro dell'agenda politica e di sedersi attorno a un tavolo per cercare soluzioni, regole certe e condivise".

A 'pattugliare' il Mediterraneo restano le Ong. "A coloro che si lamentano della loro presenza dico: provate a dare una risposta concreta. Quel mare va vigilato e se gli Stati si rifiutano di farlo, è giusto che altri lo facciano per conto loro. Perché nel Mediterraneo le tragedie continuano nel silenzio di molti".