Migranti, soccorritori: clima a bordo Ocean Viking sempre più teso

Red/Gtu

Roma, 21 ago. (askanews) - Dopo 12 giorni di stallo in condizioni sempre più difficili per i naufraghi a bordo della Ocean Viking, ancora ferma tra Linosa e Malta, Medici senza frontiere (Msf) ribadisce "con urgenza" la richiesta di un porto sicuro per le 356 persone, di cui 103 sono bambini o minori sotto i 18 anni, in maggior parte non accompagnati, salvate nel Mediterraneo.

"Il clima a bordo è sempre più teso. Uomini, donne e bambini continuano a vivere in uno spazio ristretto" dichiara il dottor. Luca Pigozzi, medico di Msf a bordo della Ocean Viking. "Perché non ci stiamo muovendo?", "Torneremo in Libia?", sono tra le principali domande che i sopravvissuti rivolgono agli operatori di Msf e SOS Mediterranee, che gestiscono la nave in collaborazione. La maggioranza dei sopravvissuti racconta di aver subito detenzione arbitraria, estorsioni e violenze in Libia e mostra i segni delle torture. Ci sono anche le vittime del conflitto armato in Libia, feriti di guerra che vengono curati nella clinica a bordo.

"Nel mezzo del Mediterraneo, con i giorni che passano quasi tutti uguali, le persone stanno perdendo la cognizione del tempo, faticano perfino ad identificare gli orari per mangiare o per pregare" continua Pigozzi, sottolineando: "È difficile per loro capire ciò che sta accadendo, proviamo a spiegarlo con l'aiuto del nostro mediatore interculturale". La sera è uno dei momenti più delicati: "Riuscire a trovare un posto sul ponte dove tutti possano dormire non è facile." (Segue)