Migranti, Ue non commenta accordo con Malta-guardacoste Libia

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Bruxelles, 11 nov. (askanews) - Il presunto accordo segreto fra Malta e la guardia costiera libica, volto a intercettare i barconi dei migranti prima dell'ingresso nelle acque maltesi, per riportarli in Libia, non è a conoscenza della Commissione europea, e comunque, secondo il diritto comunitario, "le attività di ricerca e soccorso in mare sono di competenza degli Stati membri, che le coordinano, e non della Commissione". Tuttavia, la Libia non è un "porto sicuro".

E' questa la risposta che la portavoce capo dell'Esecutivo Ue, Mina Andreeva, ha dato oggi a Bruxelles ai giornalisti che chiedevano commenti sul presunto accordo, rivelato ieri dal Sunday Times of Malta.

"Abbiamo visto i rapporti di stampa, che sta alle autorità maltesi confermare il presunto accordo; noi non siamo a conoscenza dei dettagli di questa che comunque è una questione bilaterale, e vi invito a chiedere alle autorità maltesi", ha detto Andreeva ai giornalisti, ripetendo che "non sta a noi commentare".

Rispondendo a un'altra domanda specifica, la portavoce ha comunque ribadito che la Libia non è un "porto sicuro" per lo sbarco dei migranti salvati in mare. "Abbiamo chiarito numerose volte - ha detto - che secondo il diritto internazionale un porto sicuro è un posto in cui le operazioni di soccorso sono considerate terminate e in cui la vita della persona soccorsa non è più minacciata, e le necessità di base come cibo, riparo e cure mediche possono essere soddisfatte, e può essere organizzato il trasporto delle persone soccorse verso o fino alla destinazione finale". E, ha concluso Andreeva, "la Commissione ha ripetutamente detto che non crede che queste condizioni siano attualmente soddisfatte in Libia".*