Migranti, Unhcr: allentare tensioni al confine Ue-Turchia -3-

Red/Bea

Roma, 2 mar. (askanews) - Lungo il confine tra Turchia e UE, l'UNHCR sta operando in collaborazione con partner locali, Mezzaluna Rossa Turca, OIM e UNICEF, per valutare le esigenze della popolazione coinvolta e assicurare l'assistenza umanitaria necessaria. I gruppi presenti nell'area sono composti da persone di nazionalità siriana, afghana, iraniana, sudanese e di altri Paesi, e tra queste vi sono donne, minori e famiglie che arrivano in condizioni di salute precarie.

In Grecia, fra il 1 e la mattina del 2 marzo, sulle isole Egee orientali di Lesbo, Chio e Samo il personale dell'UNHCR ha registrato l'arrivo di circa 1.200 persone - una cifra più elevata rispetto a quella del recente tasso giornaliero. L'UNHCR ha rifornito le scorte di alimenti secchi e coperte per garantire sostegno ai nuovi arrivati e ha confermato come anche gli altri attori presenti sul campo abbiano beni supplementari stoccati a disposizione.

La Grecia, e altri Stati lungo le frontiere esterne dell'UE, non devono essere lasciati senza supporto. È necessario che l'Europa assicuri ininterrottamente risorse, competenze e solidarietà a sostegno della risposta attuata dalla Grecia.

Contemporaneamente, è necessario che la comunità internazionale mantenga e intensifichi il proprio contributo a favore della Turchia, che accoglie già milioni di rifugiati, e degli altri Paesi che confinano con la Siria.

Se la situazione lungo i confini occidentali della Turchia e in Grecia e i movimenti di diverse migliaia di persone costituiscono motivo di forte preoccupazione, allo stesso tempo, la catastrofe in corso nella Siria nordoccidentale e le esigenze umanitarie straordinarie dei 950.000 sfollati interni bloccati nel territorio di Idlib continuano a richiedere una risposta urgente.