Mihajlovic: “Non mi dispiacerebbe vedere un paio di minuti in una partita in cui si è liberi di menarsi”

“Quando guardo i miei figli penso a quante cose per loro ora sono normali, a differenza di quanto non lo fossero per me” (Credits – Getty Images)

L’ex allenatore del Torino Sinisa Mihajlovic si è confessato in un’intervista rilasciata a Radio Italia Anni ’60. E il tecnico serbo si conferma uomo diretto, che parla senza tanti giri di parole. E le sue parole si alcuni temi – anche non sportivi – faranno discutere. A partire dalla sua passione per il pugilato e un auspicio che Sinisa esprime.

“La passione per il pugilato deriva dal fatto che ho la passione per gli sport da contatto: mi piacerebbe vedere nelle partite due tre minuti in cui i giocatori possano darsele di brutto. Penso al vecchio calcio fiorentino, che è molto bello” le parole di Mihajlovic, che poi parla della guerra nel suo Paese.

“Quando guardo i miei figli penso a quante cose per loro ora sono normali, a differenza di quanto non lo fossero per me. Non mi vergogno di nulla di ciò che ho vissuto, mi ha fatto diventare quello che sono. Mi ricordo quando mi chiamò mia madre mentre fuori dalla stanza dove si trovava partivano degli spari, durante la Guerra dei Balcani. Io corsi subito a casa, dove mi ritrovai davanti ad un amico che intimò ai miei genitori di lasciare la casa perché aveva l’obbligo di buttargliela giù. […] Il mio amico poi mi rivelò che era stato costretto dal regime di guerra a fare quello che aveva fatto e che salvò la vita ai miei genitori facendoli scappare” racconta Sinisa.

Sempre pensando alle sue origini, ma non solo, Sinisa parla di calci di punizione e di scuola. “Saprei ancora battere le punizioni e non dimentico che detengo ancora tre record. A sei anni ho cominciato a giocare nel mio Paese, ma sempre nella mia scuola. Rispetto a quelle italiane, le scuole dell’Est Europa danno molto spazio allo sport: lo vedi anche adesso, un giocatore di quelle parti difficilmente è tecnicamente scarso” le sue parole.