Boban allo scontro con Gazidis: "Rangnick? Irrispettoso non avvisarci, non da Milan"

Boban, Chief Football Offficer del Milan, all'attacco sulle due anime della società: "Necessario un meeting con Elliott, per il bene del club".

In un momento che sembrava di ripresa, il Milan torna a ballare pericolosamente sul filo dell'incertezza societaria. A Zvonimir Boban, Chief Football Officer rossonero, non è andato giù il contatto della proprietà - nell'espressione dell'Ad Gazidis - con Ralf Rangnick, avvenuto alle spalle della guida tecnica. E in un'intervista alla 'Gazzetta dello Sport' non ha nascosto il malcontento per quest'azione, definita irrispettosa.

"La cosa peggiore è che questo evento destabilizzante avviene in un momento durante il quale la squadra sta crescendo e si vede un grande lavoro di Pioli, in un momento dove si percepisce che si sta formando un percorso nettamente migliore. Non avvisarci è stato irrispettoso e inelegante. Non è da Milan. Almeno quello che ci ricordavamo fosse il Milan. Con Gazidis abbiamo già parlato. Per il bene del Milan, è certamente necessario che il meeting con la proprietà avvenga al più presto".

Silurata sul mercato anche per quanto riguarda il budget da spendere, dopo i tagli di gennaio. Nel Milan regna ancora l'incertezza.

"La proprietà deve essere chiara sia nel budget che negli obiettivi. Al momento, nonostante gli sforzi nel mercato di gennaio e i tanti tagli, con due cessioni importanti e l’alleggerimento che deriva dai relativi ingaggi, non sappiamo che margini avremo".

Ciò che al momento sembra essere chiara è l'idea della società rossonera di unire gioventù ed esperienza, continuando a pensare in grande. Secondo Boban però all'interno del club ci sono due modi di pensare differenti.

"Se non puoi avere campioni, sviluppa un’idea. Ci è stato chiesto di ringiovanire la rosa e l’abbiamo fatto ma sostenendo sempre che ci vuole il giusto mix tra gioventù ed esperienza. Prendendo atto di mille difficoltà iniziali, delle differenze culturali e delle passioni rossonere ben diverse, con tutte le divergenze di vedute e qualche volta opposti pensieri, ancora qualche giorno fa pensavo fosse questa la realtà: che il Milan avesse due anime. L'unità è condivisione e rispetto. Noi siamo certi che il Milan abbia soltanto una strada: pensare in grande".

RImane da sciogliere anche il nodo legato al futuro di Zlatan Ibrahimovic, che ha cambiato il Milan dal suo arrivo, ma che attualmente ha un contratto certo soltanto fino al termine della stagione.

"Tutti vedono l’impatto che Zlatan ha avuto. Non credo ci siano dubbi che dovremmo affrontare già oggi un possibile rinnovo per la prossima stagione. L’ha chiamato prima Paolo, poi ho continuato io. È stato divertente quando mi ha chiamato verso le 10 di sera della vigilia di Natale dicendo: 'Boban, congratulazioni al Milan, avete preso Ibrahimovic. Buon Natale e a presto'".