Milan, Galliani: "Presi Desailly senza dirlo a nessuno. Ho rischiato di farmi ammazzare per quell'operazione"

Alessio Eremita

Adriano Galliani ha partecipato a un'intervista organizzata dal sito ufficiale del Milan, club di cui ha ricoperto la carica di dirigente sportivo dal 1986 al 2017. Anni di successi e qualche delusione, ma anche di mosse azzardate. Come quella relativa all'acquisto di Marcel Desailly.


"Lì ho rischiato la vita io. Era un momento di difficoltà, il gruppo era molto indebitato, e l’allora AD del Milan, Franco Tatò, inviò delle lettere a tutti i CEO delle varie del gruppo Fininvest, a me ne inviò due, dicendo che tutti gli investimenti erano bloccati fino ad ordine successivo. Allora io capii che se avessi chiesto al presidente Berlusconi questa cosa qui l’avrei messo in grande imbarazzo, perché da un lato non poteva andar contro l'AD ma c’era il cuore milanista".


"Allora siccome son matto, andai dal mio amico Bernard Tapie e riuscii a prendere Marcel Desailly spendendo 10 miliardi di lire senza dirlo a nessuno. Quando Desailly arrivò a Milano mi ricordo che il Milan giocava una partita di Coppa Italia, io ero in giro con Desailly, il presidente era allo stadio e i giornalisti gli dissero: 'Avete preso Desailly'".


"Il presidente era confuso: 'Ma no, è impossibile, è impossibile'. È stata l’unica volta in 40 anni che sono con Silvio Berlusconi che tra di noi ci sono stati 15 giorni di black-out e avevo Tatò che mi voleva uccidere", ha rivelato Galliani.


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