Milan, riecco Montolivo: 'Da parte mia comportamento impeccabile, addio dovuto a problemi con qualcuno...'

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Riccardo Montolivo, ex centrocampista ed ex capitano del Milan, si racconta a la Gazzetta dello Sport, tornando sulla sua esperienza in rossonero: "In una storia d’amore un anno di difficoltà ci può stare. Ma il senso di appartenenza resta, ed è forte. Il Milan ce l’ho sempre nel cuore, diciamo che è stata la crisi del settimo anno. Il derby? La rosa dell’Inter negli ultimi anni è sempre stata un po’ superiore alla “nostra”, ma finisce due a zero per "noi"".

ANCORA SUL DERBY - "Mediamente, a parte qualche eccezione, sono state partite equilibrate, decise dai numeri di qualche fuoriclasse. Ricordo una tripletta di Icardi per esempio. L’Inter ha iniziato un percorso di avvicinamento alla Juve che sta dando i suoi frutti. Anche il Milan però adesso ha giocatori decisivi".

SU IBRA - "Evito i soliti aggettivi e vi invito a riguardare il primo gol al Bologna: è saltato in testa a due avversari, con un altro centravanti quel cross sarebbe stato innocuo. Questo si chiama essere decisivi. In area anche a 39 anni è quasi immarcabile".

GLI ALTRI - "Credo che l’uomo chiave del derby possa essere Calhanoglu. Finalmente gioca in mezzo e non sull’esterno. Piazzarlo in fascia è stato uno spreco, lui ha bisogno di stare più vicino alla porta. Poi dico anche Donnarumma, che ormai è quasi noioso nei suoi miracoli... Sarà determinante anche sabato. Per lui e Calha prevedo rinnovi di contratto complicati, ma la realtà è che il Milan non può fare a meno di loro".

SULL'ESSERE CAPITANO - "Come si gestisce un gruppo così giovane? Con l’esempio: se vedi allenarsi a mille all’ora uno come Ibra, lo fai anche tu. La politica dei giovani di Elliott mi piace, ma occorre dare tempo a tutti. A partire da Maldini".

SU PIOLI - "L’acquisto migliore del mercato è la sua conferma. E’ determinante. Quando lo vedevo in bilico fra me e me dicevo “ma no, ci risiamo ancora una volta”. Ve lo dice uno che in sette anni ha cambiato altrettanti allenatori. E’ complicato partire da capo ogni volta. Pioli, nonostante sia arrivato in un momento di confusione, sta facendo un lavoro eccezionale. E’ una persona di buon senso che ha messo tutti al proprio posto. E quindi tutti rendono al massimo. Penso a Calhanoglu ma anche a Kessie e Bennacer, che si integrano benissimo. Kessie è migliorato molto tatticamente, prima era più disordinato".

SU BONAVENTURA - "Mi spiace per Bonaventura, un ragazzo affidabile e dal rendimento assicurato: chiudergli la porta così, per motivi di età, l'ho trovato sbagliato".

L'ALLENATORE - "Dopo l’ultima, complicatissima stagione della mia carriera ho avuto una fase di rigetto verso il mondo del calcio e ho voluto staccare del tutto. Mi sono dedicato anima e corpo alla famiglia, ma ultimamente mi sta tornando la voglia di pallone. Però non voglio improvvisarmi, voglio studiare e capire bene. L’idea è stare sul campo, non in giacca e cravatta. Partendo per gradi, magari lavorando anche con i ragazzi. Ad ogni modo non mi guardo più indietro, il passato è in un cassetto".

SULL'ADDIO AL MILAN - "Cosa è successo? No, non ho la risposta a quella stagione maledetta. E le risposte che mi hanno dato non corrispondono al vero. Comunque ho avuto problemi con alcune persone del club, ma non con il club. E poi da parte mia penso di aver sempre avuto un comportamento impeccabile".

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