Milano, Albertini: "Grazie ma non mi candido a sindaco"

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Albertini nel 2008 (AP Photo/Luca Bruno)
Albertini nel 2008 (AP Photo/Luca Bruno)

Gabriele Albertini ha annunciato ufficialmente che non correrà alle elezioni come sindaco di Milano il prossimo autunno.

"Purtroppo - ha scritto oggi sul suo sito - devo comunicare che per un insieme di ragioni personali non posso accettare questa generosa opportunità offertami". 

Albertini è stato primo cittadino del capoluogo lombardo per due mandati, dal 1997 al 2006. Aveva detto nei giorni scorsi che avrebbe sciolto le riserve sulla campagna elettorale autunnale proprio il 15 maggio, "il giorno dell'anniversario del mio primo giuramento da sindaco".

"In questo giorno a me caro - ha scritto - che coincide con la data in cui nel 1997 ho giurato da sindaco per la prima volta, mi rivolgo ai concittadini milanesi, agli amici e sostenitori, ai leader del centrodestra: Matteo Salvini , Giorgia Meloni, e Silvio Berlusconi, al quale rivolgo con affetto un augurio di pronta guarigione". 

"Vi devo una risposta dopo settimane in cui ho sentito l'affetto e il sostegno di voi tutti - ha proseguito - Alcuni sondaggi m'avevano indicato come possibile candidato vincente nella imminente consultazione elettorale per la scelta del sindaco di Milano. Purtroppo devo comunicare che per un insieme di ragioni personali non posso accettare questa generosa opportunità offertami. Né voglio mantenere questa incertezza che potrebbe danneggiare il corso della campagna".

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L'ex sindaco ha comunque confermato la "disponibilità nel corso della futura campagna ad accompagnare il candidato sindaco, sia nei contenuti, sia nella definizione e nella partecipazione ad una lista civica, fattore, secondo me, fondamentale per la vittoria elettorale".

E ancora, ha scritto che crede che "per le sfide che aspettano Milano, il candidato o la candidata debba essere giovane (il 15 maggio 1997 avevo 46 anni), rappresentare le categorie produttive in vista della imminente ripresa, e conoscere tutte le realtà di questa multiforme ed articolata città, anche quelle rese più fragili dalla pandemia". "Anche la squadra dovrà essere attentamente scelta - ha aggiunto - ma anche competente, laboriosa, adeguatamente bilanciata tra i generi". 

"Le risorse eccezionali" che Milano riceverà dovranno "essere gestite da una amministrazione eccezionale, ovvero una vasta coalizione di forze politiche e produttive, responsabili e volenterose", ha concluso.

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