Milano: approvato nuovo Piano di Governo del Territorio -2-

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Milano, 14 ott. (askanews) - Il Piano si declina su 5 obiettivi principali e individua le strategie per raggiungerli.

1. Una città connessa, metropolitana e globale. La crescita urbana sarà legata allo sviluppo delle infrastrutture di trasporto pubblico, secondo una logica che vuole il numero maggiore possibile di persone vivere e lavorare a breve distanza da una fermata di trasporto pubblico. Il Piano individua quindi 13 nodi di interscambio strategici da rigenerare: Comasina, Bovisa, Stephenson, Cascina Gobba, Centrale, Garibaldi, San Donato, Rogoredo, Famagosta, Bisceglie, Lampugnano, Molino Dorino e Bonola. In corrispondenza di questi nodi sarà possibile superare l'indice di edificabilità massimo di 1 mq/mq previsto negli ambiti della città ad elevata accessibilità (l'indice massimo nelle aree meno accessibili è invece fissato a 0,7 mq/mq) attraverso interventi che migliorino la qualità dello spazio pubblico e la realizzazione di Edilizia Residenziale Sociale.

2. Una città di opportunità, attrattiva e inclusiva. San Siro, Goccia-Bovisa, piazza d'Armi, Ronchetto, Porto di Mare e Rubattino sono le 6 aree della città che si svilupperanno a partire dall'insediamento di 'Grandi Funzioni Urbane' come ospedali, impianti sportivi, parchi urbani, sedi amministrative. Alla Goccia-Bovisa, dove è già in corso la progettazione per l'allargamento del Politecnico, e in piazza d'Armi, la cui superficie sarà per il 75% a verde, nasceranno due grandi parchi pubblici. Come stabilito in fase di accoglimento delle osservazioni, l'area del Trotto si svilupperà autonomamente rispetto a San Siro e il perimetro di Ronchetto è stato ridefinito per salvaguardare il territorio agricolo e prevedere lo sviluppo in corrispondenza dell'ex cava. Previsto anche un sottoambito Bovisa-Villapizzone il cui sviluppo sarà legato al potenziamento degli impianti di energia a servizio della rete cittadina. L'indice di edificabilità in tutte queste aree è fissato a 0,35 mq/mq. Tematica fondamentale del piano è la casa: il Piano incrementa la quota di edilizia sociale obbligatoria (negli interventi di oltre 10.000 mq di superficie), che passa dal 35% al 40%, di cui metà in vendita e metà in affitto. Una modifica mirata a calmierare i prezzi e offrire vere soluzioni per le classi medie, i giovani e le famiglie che non possono accedere al mercato libero. Allo stesso scopo viene consentito di superare l'indice di edificabilità massima negli ambiti della città accessibili mediante la realizzazione di edilizia sociale in locazione, in vendita di tipo agevolato e co-abitazioni e riducendo la richiesta di dotazione per servizi per gli interventi di edilizia libera, a patto che si preveda una quota di affitto. Misure innovative anche per quanto riguarda il lavoro: viene inoltre assimilato il cambio di destinazione d'uso tra le categorie produttivo, terziario, ricettivo e servizi privati, per incrementare le opportunità per i giovani, in particolare legate all'economia 4.0.(Segue)