Milano, Bolognini a Sala: folle fermare progetto del nuovo stadio

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 18 mar. (askanews) - "Abbiamo appreso dalla stampa che il sindaco Sala intende fermare il progetto del nuovo stadio di San Siro: si tratta di un'idea davvero assurda". Lo ha dichiarato in una nota il commissario provinciale di Milano della Lega e assessore di Regione Lombardia, Stefano Bolognini, ricordando che "il progetto, che si basa su interventi interamente privati per 1,2 miliardi di euro, non prevede soltanto la realizzazione del nuovo stadio ma una riqualificazione dell'intera zona, con opere e interventi che andranno a migliorare decisamente la qualità della vita e a creare un indotto positivo nei quartieri circostanti, come avvenuto per CityLife e piazza Gae Aulenti"

"Sono tutti interventi privati che, in un momento di crisi, creeranno posti di lavoro non soltanto durante ma anche al termine dei lavori, in particolare nelle attività commerciali che lì apriranno" ha spiegato Bolognini, sottolineando che "un'area intorno allo stadio oggettivamente poco valorizzata troverà con questo progetto nuova linfa: per queste ragioni, fermare tutto per un anno è assolutamente folle".

"Soprattutto in un periodo come questo, il pubblico, nel pieno rispetto delle norme, dovrebbe incentivare e favorire interventi come questo e non rallentarli" ha proseguito l'esponente leghista, aggiungendo che "se Inter e Milan vogliono investire, andrebbero sostenuti" e ricordando che "la Lega è assolutamente a favore del nuovo stadio e di tutti gli interventi che danno qualità e sviluppo alla città". "Come era prevedibile - ha concluso - questa è la plastica dimostrazione di come la scelta del sindaco Sala di entrare nei Verdi potrebbe rallentare opere strategiche per Milano".

Questa mattina, il sindaco Sala aveva spiegato che "finché l'Inter non chiarirà il suo destino per noi le cose devono essere necessariamente ferme", ricordando che metà dell'investimento riguarda la grande area circostante lo stadio per cui ci vorranno "cinque o sei anni di lavoro". "Io non è che posso affidare un quartiere della città per un così lungo periodo - aveva concluso Sala - a realtà di cui non è certa la proprietà futura".