Milano, cellula suprematista smantellata era pronta a violenze

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Image from askanews web site
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Milano, 1 lug. (askanews) - A febbraio 2021 l'organizzazione suprematista e nazi-fascista Avanguardia Rivoluzionaria, fondata da quattro ventenni e smantellata dalla Digos milanese, aveva deciso, in una riunione operativa del gruppo, di passare ad una nuova fase, definita dal leader "realpolitik". A partire da quella data, secondo gli inquirenti, vengono infatti pianificate almeno due azioni violente. Una, portata ad avanzato compimento, riguarda il pestaggio con manganelli telescopici di una persona di colore musulmana. L'evento criminale, programmato nei minimi dettagli - dall'abbigliamento da utilizzare alle modalità dell'aggressione - è stato però fin dall'inizio monitorato ed inficiato da un controllo di polizia.

Il secondo progetto, un'azione intimidatoria finalizzata ad una richiesta di denaro ai danni di un minore con la quale finanziare l'organizzazione, si è sviluppata al punto da avviare diverse attività di pedinamento per capire le abitudini della vittima ed agire in sicurezza al momento opportuno. La pericolosità del gruppo, intenzionato a perseguire nel tempo uno specifico know how nell'uso delle armi da sparo, ha trovato conferma quando si sono muniti di una pistola a salve che hanno alterato nel dichiarato tentativo di renderla idonea al fine di poter sparare proiettili veri.

L'indagine, condotta dalla Digos in collaborazione con la Direzione Centrale Polizia di Prevenzione - Servizio per il Contrasto all'Estremismo e Terrorismo Interno - e durata sei mesi, ha dunque comprovato l'esistenza di un'associazione pienamente operativa, pronta al compimento di azioni violente ed illecite ai danni di obiettivi sensibili al solo scopo di perseguire la superiorità della razza bianca. Le motivazioni ideologiche che hanno spinto i quattro indagati sono inevitabilmente quelle più radicate e come tali le più pericolose, in quanto frutto di una valutazione meditata, cosciente e lucida.

Il gruppo si era anche munito di uno statuto in cui si proclama la costituzione di un'organizzazione "segreta ed eversiva", politicamente ispirata al fascismo ed al nazionalsocialismo, volta alla promozione di un nuovo ordine europeo fondato su una forma di "aristocrazia spirituale", e di regole stringenti riguardanti la gerarchia del gruppo, i criteri di reclutamento, i certosini protocolli di sicurezza informatici a cui attenersi. Gli indagati, nel costituire l'organizzazione, hanno inteso formare quella che il Comandante G, in una delle conversazioni captate, ha definito una comunità autonoma, ossia un insieme di persone accomunate dalla medesima ideologia radicale, che si prepara, si addestra, cresce con l'obiettivo di attivarsi quando la situazione politico-sociale lo consentirà.

Tale prospettiva, nota in ambito suprematista come Teoria Accelerazionista, auspica la realizzazione/spettacolarizzazione di azioni terroristiche in grado di favorire, nel momento propizio, il collasso del sistema democratico e l'instaurazione di un regime totalitario. Prospettive che hanno trovato un concreto riscontro investigativo da parte della polizia.

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