A Milano chiude il 95% degli alberghi, perdite fino a 5 milioni al giorno

Annalisa Cretella

Turisti non ce ne sono, professionisti in viaggio d'affari pochissimi, il pericolo del contagio da coronavirus è alto. E Milano chiude, gli albergatori hanno già deciso, senza aspettare le indicazioni del Governo.

“Noi stiamo chiudendo autonomamente. Qualcuno rimarrà aperto perché ci sarà pur sempre una minima esigenza di ospitalità. Su 400 alberghi entro questo fine settimana ne resteranno aperti al massimo 20. Che significa che sulle 35.000 camere disponibili in città, ce ne saranno al massimo 1.000”. Maurizio Naro, presidente Federalberghi Milano Lodi Monza Brianza, racconta all'AGI come sta reagendo il settore all'emergenza sanitaria e fa un primo ‘tragico' bilancio delle perdite, che arrivano a superare i 5 milioni al giorno, con il 95% di saracinesche giù. 

“Il conto è presto fatto – spiega – tenendo conto del numero di camere su Milano, di un'occupazione media annua della città del 70%, a un prezzo medio di 120-130 euro: per ogni giorno di chiusura si perdono oltre 3 milioni di euro, questo conteggiando solo le camere senza pensare ai servizi, come bar, ristoranti e sale riunioni”. Se poi consideriamo che c'erano delle fiere importanti in questo periodo i numeri lievitano, quasi raddoppiano. “Per esempio con il Salone del Mobile il prezzo medio annuo delle camere in città, sale a 180 euro al giorno, e aumenta anche la percentuale di occupazione: che vuol dire che la perdita nel mese di aprile è sopra ai 5 milioni al giorno”.

Un fatturato in caduta libera per almeno due mesi, affossato dal covid-19. Tenendo conto di tutte queste circostanze, fiere, mostre e i mille eventi che animano Milano con l'arrivo della primavera “Avevamo fatto un calcolo – continua Maurizio Naro – dal quale risulta che da marzo ad aprile si perdevano circa 300 milioni di fatturato, di sole camere”.

E il punto è che non si sa quando finirà. “Si spera che a maggio si possa uscire dal tunnel” aggiunge fiducioso.

Ma a parte l'enorme danno economico, prende piede anche un'altra preoccupazione. Con le strade deserte e i negozi chiusi aumenta il rischio criminalità, e che vengano saccheggiati proprio gli hotel, ricchi di televisori, computer e suppellettili di lusso. Il presidente Federalberghi Milano, Naro anticipa che è pronta "una richiesta ufficiale affinché ci sia un presidio costante delle forze dell'ordine sul territorio. Tutti i bar e i ristoranti, così come i negozi, avevano anche una funzione di presidio con le loro vetrine accese e un andirivieni di gente". Adesso, a luci spente e saracinesche abbassate "temiamo- conclude -  che, soprattutto in zone meno trafficate, ci possano essere atti di vandalismo e furti”.